GEAPRESS – Una ventina appena di chilometri di mare, separano le provincie indonesiane di Banten (ad ovest dell’isola di Giava) e Lampung (quella del vulcano Krakatoa) a sud dell’isola di Sumatra. Un andirivieni continuo di traghetti  a non molti chilometri da Giacarta, ed una fila ininterrotta di impianti petrolchimici. Poi anche l’isoletta tropicale proprio innanzi il porto di Merak, nel Banten, dal quale partono i traghetti per la dirimpettaia Bakahueni. E’ lo Stretto della Sonda che, secondo le autorità indonesiane, è divenuto uno dei luoghi principali del contrabbando di specie protette.

Imbarcano i poveri animali in nave e poi, via Sumatra, fino a Singapore, la Malesia ed ancora più a nord la Tailandia ed il Vietnam. Poi la Cina, oppure da un aeroporto intermedio (molto ambito quello di Bangkok, in Tailandia) verso ogni destinazione del mondo. Animali come alimento o pets, da tenersi nelle case domestiche sebbene illecitamente commerciati spesso grazie alla compiacenza di autorità doganali e alla falsificazione dei certificati di esportazione.

I traffici avvengono spesso con mezzi comuni. Finanche cuccioli di tigre e grossi serpenti, nascosti in valigia, per non parlare della normale routine di tartarughe e altri piccoli animali. In un sequestro avvenuto lo scorso dicembre a Medan, nel nord dell’isola di Sumatra, sono stati rinvenuti pavoni selvatici, Cacatua, Uccello del Paradiso minore, ed altri appartenenti alla fauna alata protetta dalla legge. Erano all’interno di gabbie trasportate da un contrabbandiere che stava viaggiando in un comune autobus di linea. Animali dal valore di parecchie decine di migliaia di dollari.

Di certo si sa che era partito da Giacarta. Durante il traghettamento dello Stretto della Sonda, era stato intercettato dalla Polizia. Poi, a nord di Sumatra, è avvenuto l’arresto. Questo perché i trafficanti di animali, a differenza del nostro paese, in Indonesia finiscono in galera. L’operazione trae origine da un’ampia azione di intelligence che ha visto coinvolta anche la United States Fish and Wildlife Service, l’Agenzia Federale statunitense specializzata, tra le altre cose, proprio sul traffico di specie protette.

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