GEAPRESS – Una situazione un po’ diversa dall’Italia, dove in giro per lo stivale ci sono finanche pseudo musei promossi dalle amministrazioni locali con gli oggetti (sequestrati) ad un loro cittadino. Bracconiere, per la legge. Esperto di cose naturali, per altri. Gli oggetti sono animali appartenenti alla fauna selvatica. Non nostrana, ma anche esotica. Bufali, leoni, gazzelle, tigri e finanche parti di elefanti. Dovrebbero essere distrutti, una volta arrivati a confisca.

In Indonesia è andata così. A Jakarta, pochi giorni addietro, sono stati distrutti orsi, tigri, scimmie, finanche variopinti uccelli. Tutti bruciati. Mummie di animali sequestrati ai trafficanti quando erano in procinto di essere vendute. In tal maniera, hanno dichiarato le autorità locali, si è voluto dare un chiaro segnale ai bracconieri. Del risultato delle loro razzie non rimarrà nulla.

Il riferimento, forse, era alle cataste di avorio, poste sotto sequestro in più paesi africani. Alcuni di loro chiedono ed ottengono di riproporre l’avorio nel mercato legale. Così facendo, però, si fornisce una strada di facile contrabbando di avorio illegale che potrebbe utilizzare, una volta falsificati i certificati, gli stessi canali di quelli legali. Altri paesi africani, invece, distruggono le zanne frutto di sequestri.

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