GEAPRESS – Il meccanismo, per l’elefante, è più o meno lo stesso, come per tutti i pachidermi addestrati dall’uomo. Il mahout (quello del bastone uncinato che deve colpire i punti particolarmente sensibili della pelle), ed un giocatore che in groppa all’elefante spinge, con un’asta di legno leggero, la pallina fino alla porta da centrare.

Il polo, infatti, si gioca anche così. In India, Sri Lanka, Nepal e Tailandia.

Una vera e propria follia per un animale che della pallina, ovviamente, non può interessarsene di meno. Ma il mahout, il suo addestratore, sa come prenderlo per il verso giusto. Durante la partita è un continuo bacchettare il povero animale che deve inseguire, senza saperlo, la pallina con la quale all’uomo piace giocare.

E’ di pochi giorni addietro, però, una importante notizia. Il magistrato distrettuale di Japur, ha accolto l’istanza di PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) India notificando agli organizzatori della Polo Cup, la sospensione del match. Alla base dell’internvento del magistrato vi sarebbero irregolarità documentali, riguardanti proprio gli elefanti. Per PETA ed AWBI (Animal Welfare Board of India ) potrebbe però essere l’apertura di una via per l’abolizione definitva di tale competizione.

Gli attivisti indiani delle due associazioni animaliste, si sono riuniti per festeggiere un evento giustamente definito storico.

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