GEAPRESS – La ferrovia incriminata è quella che passa nei pressi di Dudhwa, nello Stato indiano dello Uttar Pradesh. La casistica, però, potrebbe essere ben più ampia e sottovalutata. Questo perché, secondo il Wildlife Trust India, mancano studi specifici.

Per proteggere gli animali che rimangono investiti si stanno ora cercando le soluzioni, ma gli animali appartengono a specie molto diverse tra loro. Tartarughe acquatiche (ben 128 in un solo sopralluogo di cui 30 rinvenute morte) ma anche tigri ed addirittura elefanti. A denunciare il tutto è il Wildlife Trust of India che lamenta la mancanza di studi che possono aiutare a trovare opportune tecniche di mitigazione. Se per le tartarughe è difficile pensare che il treno possa accorgersi di esse, la stessa cosa non può dirsi per gli elefanti.

La linea ferrata si trova spesso in aree forestali dove non sempre è possibile accorgersi di un elefante che all’ultimo minuto sbuca tra gli alberi. Le tartarughe, invece, rimangono spesso bloccate da quello che per loro è un ostacolo insormontabile, ovvero la stessa massicciata ferroviaria. Problema ancora più acuito dalla vicinanza di un corso d’acqua. Le tartarughe palustri, infatti, si ritrovano a compiere veri e propri tragitti obbligati per raggiungere, dal fiume, i luoghi della riproduzione. Fatto, questo, che incide ancor di più sul depauperamento della popolazione selvatica. Probabilmente per questi animali basterebbero dei piccoli sottopassaggi disposti nei punti cruciali degli spostamenti riproduttivi. Per gli elefanti, però, la questione è più complessa.

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