Leopardo
GEAPRESS – I leopardi indiani, negli ultimi 100 anni, sarebbero diminuiti  dell’80%. A questo risultato è giunto un gruppo di ricercatori del Wildlife Institute of India, Wildlife Conservation Society e del National Centre for Biological Sciences.

In India manca una banca dati centralizzata sulla popolazione selvatica dei leopardi, ma dagli studi condotti, sarebbe emerso come il felino sia sostanzialmente stretto dalla morsa di due principali problemi. Il primo è rappresentato dalla maggiore protezione che si è voluta dare alla Tigre. I bracconieri, che del grande felino utilizzano soprattutto le ossa da esportare in estremo oriente, si sono così maggiormente concentrati sul leopardo. I ricercatori hanno infatti censito ben 4000 casi di ritrovamento di parti di corpo ed ossa di leopardo nel periodo compreso tra il 1994 ed il 2013. Quelli di tigre, invece, ammontavano a non più di mille.

Il secondo problema che grava pesantemente sulle popolazioni selvatiche di leopardo, è rappresentato dalla progressiva riduzione dell’habitat naturale. I casi di conflitto uomo-leopardo, non sono dovuti da un aumento della popolazione del felino, bensì allo sconfinamento degli insediamenti abitativi umani negli areali di caccia storici del leopardo. Quest’ultimo, potrebbe poi trovare meno dispendioso, procacciarsi le prede in ambiti urbani, come nel caso, di ratti e cani, ed aumentare così i casi di conflitto con l’uomo che si concludono spesso con la morte dell’animale.

Dunque, mentre la consistenza delle popolazioni selvatiche della Tigre, è sembrata fornire timidi segnali di miglioramento, così non si può dire del leopardo. Anzi, il decremento dell’80% fa presupporre ad un vero e proprio crollo.

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