GEAPRESS – Lo hanno arrestato agli inizi di dicembre ma poche ore prima di natale è stato rilasciato dietro pagamento di una pesante cauzione. Il trentasettenne tedesco non sembra avere la faccia da delinquente ma, secondo il Fish and Wildlife Service statunitense è uno dei principali trafficanti di tarantole. Nella nota rilasciata dell’ agenzia federale americana precisano, come di routine nei comunicati statunitensi, che finché un imputato non è riconosciuto colpevole non può essere definito tale. Di certo, però, Sven Koppler dovrà bene spiegare cosa volevano significare alcune sue mail sull’opportunità di inviare via pacco postale gli animali dal momento in cui in tal maniera non si rischia di essere beccati. Aggiungiamo, inoltre, che gli animali erano privi di documentazione e che l’acquirente era in realtà un Agente federale specializzato nella lotta ai contrabbandieri di fauna selvatica. Negli Stati Uniti non è come in Italia dove (male che vada) pagherai una multa. L’arresto è in flagranza di reato, oltre al fatto che la pena detentiva arriva fino a venti anni. La multa, poi, è di 250.000 dollari. Intanto Sven Koppler, si è passato dal cinque dicembre, quando è stato arrestato a Los Angeles, fino a mercoledì scorso in galera.

La sua presenza, nelle vendite dei mercatini europei, era come la nebbia nel film di Totò e Peppino De Filippo. C’è ma non si vede. Appariva soprattutto tramite una terza persona ed in tal maniera era in genere possibile avere la sua mail. Grande come lui vi è solo un inglese. L’inglese ha il suo sito web, Sven, invece, no. Quanto si chiedeva di lui appariva quanto bastava per specificare subito che gradiva solo contatti privati. I listini, con le molte decine di specie di tarantole, anche molto pericolose, apparivano solo di tanto in tanto. I prezzi erano per tutte le tasche. Da poche decine di euro fino ad alcune centinaia. Lui prendeva i ragni adulti, li infilava in scatolette di plastica e li inviava via posta. I neonati, grandi quanto una testa di spillo, venivano sistemati in piccoli coni di colore variante a secondo della specie. Lui, all’Agente americano sotto copertura, diceva che negli Stati Uniti bisognava stare attenti. Non è come in Germania. Ed in effetti aveva ragione. La Germania rimane il riferimento principale anche per gli aracnofili italiani. Ragni e scorpioni ma anche appartenenti ad altre classi animali, come anfibi e soprattutto rettili.

La prima volta Sven Koppler viene pizzicato dalle autorità americane, lo scorso marzo. Nel corso di un controllo doganale all’aeroporto di Los Angeles, si scopre la presenza di ben 300 tarantole vive. L’indagine viene subito presa in mano dal Fish and Wildlife Service. Gli Agenti vengono così a sapere di un secondo invio di 220 piccole tarantole chiuse all’interno degli astucci colorati. Seguono altre spedizioni (in parte di animali nel frattempo morti durante il viaggio) fino al contatto decisivo che consente di arrestare Koppler proprio all’aeroporto di Los Angeles. Secondo gli Agenti il trafficante dalla faccia di bravo ragazzo, avrebbe piazzato negli Stati Uniti una quantità molto elevata di ragni. Un veloce iperbolico guadagno di non meno di 300.000 dollari, alimentato dalle strampalerie collezionistiche di giovani detentori. Rimane da capire come le autorità tedesche lo abbiano lasciato fare. Una spiegazione potrebbe forse derivare dal fatto che in Germania gli organi di controllo sono divisi tra le Polzie dei vari Land. Fatto questo che esaspera l’appartato burocratico ed ancor di più l’Autorità centrale. Già nel corso di un recente traffico di uccelli rapaci si scoprì una grave discrepanza di comunicazione tra i vari uffici tedeschi, che aveva favorito, forse con qualche compiacenza, la veicolazione di certificati falsi.

Cosa succede ora nei siti inglesi e tedeschi dove Koppler propone alla vendita la sua mercanzia? Niente. Solo quando i fans dell’arrestato arrivano ad aprire un conto on line per pagargli le spese legali, si decide di iniziare ad interdire il tutto, o quasi. Il giubilo mercoledì scorso: Sven ha pagato la cauzione. Evviva! Passerà il natale con i suoi parenti statunitensi, ma non potrà espatriare. Su di lui gravano vent’ anni di carcere. Tutto concluso? C’è chi giura di no ed una prossima spedizione di aracnidi è in arrivo. Da dove? Non si sa. Di sicuro il libero commercio con un alcuni paesi dell’est Europa complica un po’ le cose. Almeno a guardare l’esplosivo sviluppo di alcune ditte di grossisti, praticamente sconosciuti fino ad una decina di anni addietro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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