GEAPRESS – Nel 2008, con incredibili giudizi positivi di animalisti anche italiani, la Conferenza delle parti Cites, ovvero i rappresentanti degli Stati aderenti alla Convenzione di Washington sul commercio di specie in via di estinzione, approvò la moratoria del commercio di avorio. Si tratta in particolare di scorte di zanne di elefante provenienti da sequestri e caccia di selezione. Il bando, valido fino al 2016, avvenne dietro concessione della vendita delle scorte precedentemente accumulate.

Purtroppo questo avorio “legale” costituisce anche la copertura per quello illegale. Basta infatti un funzionario compiaciente o la falsificazione di un documento originale, ed il gioco è fatto. Zanne di contrabbando pronte a partire dall’ Africa per il sud est asiatico (vedi articolo GeaPress) con copertura di certificati Cites. Il problema è talmente serio che si sono sviluppate indagini di Polizia sulla base di esami di Dna.

Di sicuro, secondo il WWF, non oltre il 10% dell’avorio di contrabbando viene sequestrato. A questo si aggiunge quello delle criticatissime cacce di selezione (il sospetto è che molti paesi contrabbandieri alterino i numeri delle popolazioni di pachidermi censiti). In pratica il 10% sequestrato assume quasi la forma di una tangente che i bracconieri pagano per ricostituire le scorte in magazzino e riprendere così i loro traffici sotto falsa copertura.

Per bloccarli basterebbe distruggere le scorte. Già la decisione del 2008 venne presa dopo analogo permesso di due anni antecedenti. Da allora l’attività dei bracconieri, in paesi come Zimbabwe e Sudafrica, è considerevolmente aumentata.

Ora la nuova richiesta. Il governo della Zimbabwe (paese con l’inflazione da miliardi di milioni di punti percentuale) ha già chiesto, nonostante il bando scada nel 2016, la commercializzazione delle scorte di avorio maturate dal 2008. In quell’anno ammontarono a 29.000 tonnellate. Oggi sono arrivate a ben 42.000. Il motivo è semplice. Tra non molto vi sarà la nuova riunione delle parti Cites. Meglio iniziare a battere subito sull’argomento ed ottenere la possibilità di commerciare prima possibile l’avorio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).