GEAPRESS – E’ stato ritrovato Cocò (nella foto, dei proprietari) il pappagallo cenerino rubato a Favaro Veneto (VE) nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress). Un passante l’ha notato in strada, sempre a Favaro Veneto, non molto distante dall’abitazione dove, per 40 anni, aveva vissuto con i suoi padroni. Il ladro, evidentemente, non si doveva essere troppo allontanato, o forse se ne era subito disfatto appena accortosi dell’età dell’animale. A quanto pare, durante la bella stagione, veniva tenuto nel giardino di casa ed il ladro dai capelli brizzolati (così è stato descritto dai proprietari) ha avuto gioco facile nel prenderlo e chiuderlo velocemente nel bagagliaio della macchina. Di sicuro, però, la specie alla quale appartiene Cocò, ha un ricco mercato … dell’usato!

Del resto, nonostante da qualche anno il pappagallo cenerino, sia stato inserito nella lista rossa dell’IUCN, le sue popolazioni continuano ad essere depredate, sia dal mercato nero che da quello consentito dalla Convenzione di Washington, relativa al commercio di specie minacciate di estinzione. In due anni poco meno di 20.000 volatili (tutti di cattura) sono stati autorizzati ad essere esportati dall’Africa. In un solo sequestro avvenuto nell’ottobre scorso nella Repubblica Democratica del Congo (vedi articolo GeaPress) ne vennero trovati 500, ovvero il 10% della quota di esportazione di pappagalli cenerini autorizzati dalla Cites (acronimo della Convenzione di Washington) per quel paese. La stessa quota di cattura è stata poi confermata per il 2011.

I pappagalli cenerini vengono comunementi venduti tra privati i quali dovrebbero avere un certificato Cites che ne attesti la regolare provenienza, anche di cattura. Oltre ai cosìddetti “furti di natura”, vi sono poi quelli compiuti ai proprietari, più o meno legittimi. Tra i primi, ovvero autorizzati, quelli di Cocò, mentre, forse, tra gli illegittimi vi è l’allevatore di Modena (vedi articolo GeaPress) che ha denunciato un furto, ma si è visto poi sequestrare dalla Forestale i suoi pappagalli perchè illegalmente detenuti.

Ai sequestri, segue poi la difficoltà di trovare una idonea sistemazione. In questi giorni, ad esempio, sta avvenendo la consegna, in più centri italiani autorizzati, delle numerose decine di pappagalli sequestrati in una ampia operazione condotta dalla Forestale in Piemonte. Dietro vi erano incauti acquirenti del nord italia e ricettatori napoletani (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).