GEAPRESS – L’ultimo ritrovamento di una Iguana usa e getta in Italia, è avvenuto poche ore fa ad Arceto di Scandiano  (RE). Il grosso rettile, lungo più di un metro, ha fatto capolino tra gli alberi da frutta di un orto.

L’iguana vive allo stato selvatico nelle zone tropicali e sub tropicali americane. Catturata neonata o addirittura ancora nell’uovo, le iguane vengono portate in orrende fattorie, dove vengono poi allevate quanto basta per essere esportate.

Secondo i dati degli uffici della Convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna in via di estinzione, in soli dieci anni anni in Italia sono state importate oltre 135.000 iguane, almeno quelle ufficiali. Il piccolo rettile americano, infatti, è oggetto di un intensissimo bracconaggio per accontentare terraristi di mezzo mondo. Tra i maggiori carichi mai sequestrati si annovera finanche una  nave al largo del Vietnam che stava cercando di sbarcare le iguane esportate illegalmente dal centro America. Fu impossibile contarle tutte e la stima fu effettuata sulla base delle tonnellate trasportate.

In Italia nel 1999 si importavano circa 2000 iguane ma il boom dei terraristi ha fatto esplodere il totale importato, appena quattro anni dopo, a ben 30.000. Negli ultimi anni l’importazione delle iguane in Italia si è attestata intorno ai 10.000 individui. Non è un caso che il principale paese dal quale l’Italia ha importato  rettili è il Salvador. Il Salvador è il principale esportatore mondiale  di iguane. Sempre secondo gli Uffici Cites, il Salvador ha esportato in dieci anni oltre cinque milioni di iguane.

Contrariamente alle favolette spesso diffuse sulla nascita in cattività dei rettili, i dati Cites dimostrano come i prelievi in natura, almeno per questa specie, sono enormi. L’Unione Europea ha sospeso le importazioni di iguane dal Salvador, giudicando poco attendibili i dati sulle popolazioni selvatiche (secondo la Cites un animale finchè non è in estinzione si può commerciare) ma altri paesi americani continuano la loro attività di esportazione in Europa. Ovviamente stiamo sempre parlando di traffici legali.

Inoltre,  se trattasi dei pochissimi individui effettivamente nati da riproduzione di animali in cattività, difficilmente un commerciante avverte che, se l’iguana cresce, ossia se scampa all’alta mortalità giovanile tra le
mura domestiche, non c’è terrario che tenga. Bisognerebbe dedicare al grosso lucertolone un’ intera stanza appositamente illuminata, termoregolata ed umidificata. Non è un caso che la quasi totalità dei ritrovamenti italiani riguardano individui adulti. I giovani neonati, semplicemente muoiono.

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