GEAPRESS – C’è da giurare che avesse assoldato i migliori avvocati, considerato che il suo nome esporta in tutto il mondo. Il rappresentante legale della A-440 Pianos, salvo la condizionale relativa alla detenzione, è stato condannato a tre ani di libertà vigilata e 17.500 dollari di sanzione da pagare. La ditta del sig. Pascal Vielillard, infatti, commerciava sia nel mercato statunitense che internazionale, anche pianoforti con tasti in avorio. I tasti venivano smontati e trasportati all’interno di una cassetta. La spedizione veniva certificata come “non tasti in avorio”.

Lo scorso novembre, le indagini della U.S. Fish and Wildlife Service statunitense (vedi foto USFWS), hanno invece portato a lui, proprio mentre era intento alla spedizione di alcuni pianoforti proprio da Atlanta. In Georgia, infatti, ha sede la A-44O Pianos. Si tratta, secondo l’Agenzia americana, di un esempio lampante del desiderio di possedere avorio che però, negli Stati Uniti, è vietato importare. Due diverse disposizioni di legge, una nazionale e l’altra relativa alla Convenzione Internazionale di Washington, bandiscono questi traffici e puniscono severamente i trafficanti. In Italia vi è una legge che punisce con un reato solo contravvenzionale i trafficanti.

I tasti in avorio sono ormai solo un vezzo da mostrare. Da molti decenni vengono sostituiti da una plastica particolare che nulla interferisce nella qualità del suono. Questo, invece, dipende dalla complicata meccanica del pianoforte. Fece, tempo addietro, molto scalpore il problema che ebbe una nota marca di pianoforti per la mancanza di un particolare feltro utilizzato nelle componenti interne. Era di origine animale e la mancanza nel mercato internazione rischiò di mandare sopratono la qualità del suono. Era in questo caso una funzionalità che interferiva sul meccanismo interno e pertanto e, nonostante tutto, venne risolto. Figuriamoci con i tasti. Anche quando l’avorio era la materia prima dei tasti (ovvero molti decenni addietro) la diversa qualità dipendeva dallo spessore utilizzato che comunque andava a ricoprire (peraltro solo nelle parti superiori) il vero tasto che è in legno. Su questa componente, invece, esistono molte precauzioni sulla qualità. Ormai da molto tempo i tasti della stragrande maggioranza dei pianoforti (ivi comprese note marche che costruiscono solo per professionisti) hanno il rivestimento in materiale plastico. Non incide sul suono. Un altro inutile vezzo che sta costando caro agli elefanti africani i quali, in venti anni, sono passati da due milioni di individui a circa 500.000. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).