GEAPRESS – Cinquanta ghepardi, mille elefanti e cinquecento leopardi. Questo volendo considerare solo gli abbattimenti legali tra gli animali rari, incredibilmente consentiti dalla Convenzione di Washington. Si dovrebbe occupare di tutelare animali in via di estinzione ma in Zimbabwe le cose vanno diversamente. Un paese sui generis il cui pluridecennale Presidente che si definisce secondo solo a Dio, regala elefanti da mangiare ai suoi sudditi (vedi articolo GeaPress).

I clienti della caccia in Zimbabwe, sono ricchi occidentali, italiani compresi. Cacciatori di grosso calibro (in tutti i sensi) i quali, iperprotetti da guide esperte e cacciatori locali pronti ad intervenire nel caso di cilecca, uccidono animali rari e non. L’anno scorso ci aveva provato Bob Parsons, il fondatore di GoDaddy.com, ovvero il famoso e controverso colosso mondiale di servizi di web hosting e registrazione domini. Si fece filmare mentre uccideva, proprio in Zimbabwe, un elefante. Poi registrò i danni ad una coltivazione di un villaggio locale, ed infine le persone del posto che si avventarono sui resti dell’elefante per portarselo a casa e cucinarlo. GoDaddy dovette incassare da PETA una campagna mondiale di boicottaggio. Lui dichiarò che le autorità tribali gli avevano chiesto di pattugliare il raccolto, ma la sua immagine non uscì molto bene dal safari samaritano. PETA chiuse ogni rapporto con GoDaddy e invitò altri a farlo.

Ora è la volta dei pargoli di Donald Trump. Per chi non lo sapesse si tratta di uno degli uomini più ricchi al mondo. Tre miliardi di dollari di patrimonio stimato e proprietà immobiliari ovunque. Pochi giorni addietro sono saltate fuori le fotografie del safari compiuto nella Zimbabwe nel 2010. I due cacciatori si sono fatti fotografe con il frutto delle loro imprese. Donald Jr si è fatto pure immortalare con coltello e coda di elefante amputata al povero pachiderma. Assieme al fratello Eric, con un coccodrillo appeso ad un albero, bufali con il muso sanguinante ed un grosso leopardo (morto) tenuto in braccio. Pronta la risposta della famiglia. La carne è stata donata agli abitanti del posto. Evidentemente in Zimbabwe è un’abitudine degli straricchi. Una sorta di eroi, commentano amaramente da IFAW (International Fund for Animal Welfare), il cui gesto decisamente più apprezzato sarebbe stato quello di donare almeno una parte infinitesima del loro sconfinato patrimonio per la salvaguardia della fauna dello Zimbabwe.

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