GEAPRESS – Mentre gli zoo si affannano a comunicare che loro servono a qualcosa nella difesa delle specie in via di estinzione (vedi articolo sul Cercocebo nato nel Bioparco di Roma), gli animali rari se hanno protetto il loro habitat naturale, aumentano di numero (… in libertà).

Questo anche nel caso del rarissimo Gorilla di montagna (una delle due sottospecie del Gorilla orientale) che tutti abbiamo conosciuto nei filmati di Dian Fossey. 480 gorilla suddivisi in 36 gruppi nel massiccio del Virugna, a cavallo tra Congo, Ruanda e Uganda. Un aumento del 25% rispetto al censimento del 2003. Ai 480 Gorilla del Virunga si devono considerare anche i 302 che vivono nella foresta di  Bwindi, in Uganda.

A loro vantaggio hanno giocato le iniziative di protezione condotte dai tre stati africani. Pene severe per i bracconieri (… non come le contravvenzioni italiane) e, secondo il WWF, anche i programmi di turismo eco sostenibile. Un modello da esportare in altri stati africani dove gli interventi di protezione nei confronti delle grandi scimmie sono incredibilmente deboli.

Ritornando al Gorilla di montagna, sebbene il suo tasso di incremento annuo nel massiccio del Virunga si attesti intorno al 3,5%, la situazione complessiva rimane comunque delicata. Nessun alleggerimento, dunque, per i programmi dedicati alla loro protezione. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).