GEAPRESS – A soli pochi giorni dal rinvenimento di 1000 zanne di elefante avvenuto nell’isola di Zanzibar, in Tanzania (vedi articolo GeaPress), un nuovo maxi sequestro di avorio è stato condotto questa volta ad Hong Kong. Il carico di 794 zanne, dichiarato come ferraglia, proveniva dalla Malesia.

In tal maniera il sud est asiatico, e la Malesia in particolare, si conferma come luogo cruciale di transito della fauna selvatica, viva o a …. pezzi, diretta in Cina. Il primo sequestro, ovvero quello della Tanzania, ha stroncato una spedizione diretta proprio in Malesia, già molto nota come via preferenziale per i mercati di lavorazione cinese.

Un ennesimo maxisequestro che, se vero quanto dichiarato da IFAW (International Fund for Animal Welfare) nei giorni scorsi, metterebbe ancor più in luce come la battaglia contro i trafficanti di fauna selvatica sia in realtà persa. I sequestri, infatti, riguardano solo una piccola parte del totale contrabbandato. Il tutto con il paradosso dell’atteggiamento quantomeno contraddittorio degli organismi internazionali di protezione, che da un lato dichiarano come l’abuso delle licenze di caccia e la falsificazione dei documenti Cites sul commercio legale di avorio, agevola lo stesso contrabbando. Per il resto, però, continuano ogni anno a rilasciare i permessi per uccidere gli elefanti. Questo nonostante nell’ultimo ventennio la popolazione dei pachidermi africani sia scesa da due milioni ai circa 500.000 attuali. Solo nel 2011, sarà permesso cacciare legalmente 1520 elefanti.

Ma cosa fanno le autorità Cites?
Giorno 29 hanno concluso i lavori della Conferenza delle Parti, tenutasi a Ginevra. Una spazio importante è stato dedicato proprio alla discussione sull’elefante africano. In funzione del prossimo meeting generale della Convenzione, che si terrà nel 2012 in Tailandia, è stato deciso di studiare i vari meccanismi che allo stato attuale regolano il commercio legale di avorio ed individuare le azioni da esercitare nei confronti di Stati dove il controllo del commercio è quanto meno lacunoso. Si valuterà se è possibile un commercio eco-sostenibile e per questo sono stati stanziati 50.000 dollari. Nel frattempo, però, gli elefanti (eco o non eco…sostenibili) continuano a morire.

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