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GEAPRESS – Un piccolo scimpanzè e due uomini in manette. Questa la scena che inquadra al meglio il recente intervento dell’Interpol nella città di Conakry, capitale della Guinea.

A diffondere la notizia è l’ONG GALF (Guinée Application de la Loi Faunique) che rileva come il traffico di fauna selvatica e di primati in particolare non accenna a diminuire nonostante il pericolo rappresentato dal virus Ebola. Come è noto, uno dei principali imputati della diffusione della pericolosa malattia, è proprio il contatto o assunzione della carne di primati, pipistrelli ed alcune antilopi.

I due presunti trafficanti, a quanto sembra, sono stati colti in flagranza mentre erano intenti nella vendita del piccolo animale. Uno di loro avrebbe dichiarato di averlo a sua volta comprato con l’intenzione di tenerlo con se.

Guinea, Camerun ed altri paesi dell’Africa centro occidentale, sono interessati da un fiorente commercio di bushmeat, ovvero di selvaggina abitante la foresta. Le carni dei poveri animali (scimpanzè e gorilla compresi) vengono spesso affumicate per l’alimentazione, mentre alcune parti anatomiche, come crani e mani, vengono venduti ai collezioni internazionali.

Già da alcuni mesi, con lo scoppio dell’epidemia di Ebola, le autorità di molti stati africani, hanno intensificato i controlli antibracconaggio.

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