GEAPRESS – In molti paesi africani i bracconieri finiscono spesso in prigione. Lo sa bene un dirigente di una nota ditta che lavora legno anche tropicale nel leccese. Arrestato nel 2009 in Cameroon perchè trovato in possesso di ben tre piccoli scimpanzè, dichiarò di possederli da vecchia data. Bastava considerare la giovane età degli animali per capire, però, che i conti non tornavano. E pensare che la cattura dei piccoli avviene solo dopo l’uccisione dell’intero branco. Ora M.R. è in Italia e continua a commerciare legno. Se fosse stato catturato in Italia con gli scimpanzè, gli sarebbe stato contestato un reato contravvenzionale sebbene l’ammenda può assume cifre decisamente pesanti. Se poi fosse stato scoperto abbattere, catturare, detenere a qualsiasi titolo, una nostra specie protetta …. non avrebbe neanche il pensiero di dovere sborsare chissà quale cifra.

Tutto sommato, in Cameroon, gli è finita bene dal momento in cui due dei quattro brocconieri che lo scorso febbraio hanno ucciso venti elefanti in Ciad (vedi articolo GeaPress) sono stati raggiunti dalla Polizia di quel paese. Nello scontro a fuoco due sono morti. Gli altri sono finiti in galera. Ai bracconieri sono stati sequestrati fucili mitragliatori AK-47 (ovvero i famigerati Kalashnikov) alcuni cavalli e 15 zanne di elefanti. Per il Ciad si sospetta che dietro il traffico di avorio si nasconda il finanziamento delle guerra in Sudan. Chi dirige il commercio, infatti, potrebbe utilizzare bracconieri locali. Per questo sequestro, invece, l’OGN S.O.S. Elephants, che collabora attivamente con la Polizia del Ciad, sospetta però che i mandanti possano celarsi nella comunità cinese di una vicina fabbrica di olio. Secondo l’IFAW, che ha riportato in Europa la notizia degli elefanti uccisi, il costo al kg dell’avorio grezzo potrebbe arrivare, nel mercato cinese, a circa 1700 dollari al chilo. Considerando il peso medio di una zanna in circa 10 kg, il valore dell’avorio (ancora da lavorare!) sequestrato ora in Ciad, si aggira pertanto intorno ai 225.000 dollari. In Ciad, in soli 4 anni, il numero di elefanti è sceso da 4000 a 2500.

I bracconieri di elefanti, a secondo delle richieste, prelevano di tutto. Ovviamente avorio, ma anche carne e pelle, tra cui quella molto ambita dei feti (foto) degli elefantini. Va prelevata subito, quando ancora pulsa. E’ quella che si lavora meglio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).