GEAPRESS – Sono iniziati ieri a Ginevra, per concludersi il prossimo 19 agosto, i lavori del Comitato Permanente degli Uffici della Convenzione di Washington sul commercio di specie di flora e fauna minacciate di estinzione. La Convenzione, meglio conosciuta con il suo acronimo CITES, ha come compito primario la regolamentazione del commercio di specie minacciate, vietandone, nei casi più gravi, il commercio. In subordine, invece, è possibile autorizzare un prelievo controllato sulla base di censimenti più volte criticati per le volute disattenzioni di alcuni Stati membri. Un esempio per tutti è lo Zimbabwe, paese dell’eterno Presidente, autodefinitosi secondo solo a Dio, e dall’inflazione che produce banconote da trilioni di dollari (vedi articolo GeaPress). I “censimenti” dello Zimbabwe producono un ricco bottino per i cacciatori occidentali (italiani compresi)…a caccia di emozioni forti.

Il Comitato Permanente, composto da 19 membri, è altresì preparatorio del prossimo meeting generale (o delle Parti) che si terrà il prossimo anno in Tailandia. Oggetto dei lavori di Ginevra, l’effettivo grado di protezione di alcune specie animali, come ad esempio la tigre, ma anche problemi che riguardano il mondo della pesca e lo sfruttamento delle foreste. Una discussione a parte sarà, ad esempio, dedicata al mogano, il prezioso albero tropicale sempre più preda delle fameliche industrie del legno (ivi comprese sediole e tavolini dei negozi di sotto casa nostra).

Il WWF, con un suo comunicato, pone al centro dell’attenzione gli strumenti da mettere in campo per frenare il contrabbando di avorio e corni di rinoceronte. Interventi urgenti ed ormai inderogabili che devono prevedere da un lato rigidi controlli sui permessi di caccia dei paesi esportatori e più rigidi controlli per quelli importatori. Tra questi la Cina (di recente autorizzata all’importazione di avorio grezzo) e la Tailandia, interessata agli usi locali turistici nonchè come paese di transito, sia dei corni di rinoceronte che dell’avorio. Poi c’è il Vietnam, una sorta di colabrodo funzionale agli usi medicinali del corno, privi, tra l’altro, di ogni fondamento scientifico. Massima preoccupazione viene, inoltre, mostrata a proposito degli allevamenti cinesi di rinoceronte, che vorrebbero sopperire le uccisioni in natura. A parte l’aspetto etico, c’è la possibilità che possano divenire centri di riciclaggio.

Secondo il WWF, dall’inizio dell’anno in Sudafrica sono stati documentati 250 abbattimenti di rinoceronte. Un dato, questo che potrebbe superare i 333 registrati nel 2010. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati