GEAPRESS – Si sono conclusi a Ginevra i lavori del venticinquesimo meeting dell’Animals Commitee, la speciale struttura che, in seno agli uffici della Convenzione di Washington, sul commercio delle specie minacciate di estinzione, si deve occupare periodicamente dell’esame dei vari meccanismi di tutela previsti per la classe degli animali. In tutto 200 Delegati che si sono succeduti dal 18 al 22 luglio.

Allarme per i rettili del sud est asiatico (pelli e pets) ma anche per i prelievi di primati da utilizzare nella ricerca biomedica.

Per i rettili lo sfruttamento delle popolazioni naturali deriverebbe in particolar modo dal commercio di pelli e per la terraristica, più l’uso alimentare esistente in alcuni paesi asiatici.  L’area investigata è stata quella del sud est asiatico, particolarmente ricca di biodiversità ma anche di vivaci economie. Interessante notare come gli Uffici della Convenzione di Washington abbiano raccomandato un maggiore controllo sugli allevamenti, dai quali provengono molti rettili indistintamente allevati per farne scarpe o borsette, reclusi per le teche dei terraristi occidentali e le pentole delle cucine orientali. 

L’allevamento in cattività, sia che costituito da femmine gravide prelevate in natura oppure da più generazioni detenute, avrebbe dovuto sostituire (senza nulla dire sul benessere degli animali) il procacciamento diretto in natura ma, considerati i costi più alti, il sospetto è che fungano da luoghi di riciclaggio di animali catturati e poi spacciati come nati in cattività.  Gli Uffici della Convenzione di Washington hanno ora raccomandato un maggiore controllo proprio sull’attività di tali allevamenti. Particolare attenzione per il Pitone reticolato, il Cobra indonesiano ed il Serpente dei ratti di Dhaman.

Un caso particolare, invece, riguarda il Macaca fascicularis, una scimmia ancora comunemente utilizzata nella ricerca biomedica. I dati di esportazione preoccupano gli Uffici della Convenzione. Il numero delle scimmiette commerciate sono aumentate dalle 15000 unità del 2004 alle circa 28000 del 2008, con picchi di quasi 37000 animali nel 2006.

Forti preoccupazioni sono inoltre state espresse per il grado di protezione dello Storione (dal cui sventramento delle femmine si ricava il caviale), degli squali e della biodiversità in generale del Madagascar, visto che ad essere colpiti sono molte specie di camaleonti, anfibi ed anche pesci, come nel caso dei cavallucci marini.

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