GEAPRESS – L’ipotesi più probabile è che si tratti di un errore di assemblaggio. Forse una modifica involontaria ma grossolana dei certificati CITES.

Ognuno dei tre crani di tigre sequestrati nei pressi del capoluogo ligure, sarebbero comunque stati esposti per la vendita ad un prezzo intorno ai 2000 euro. Ad intervenire il Servizio Cites di Genova del Corpo Forestale dello Stato che ha rilevato, si legge nel comunicato oggi diffuso, discordanza tra i rilievi dei tre crani e l’allegata documentazione fotografica.

Molto probabile, comunque, che si tratti di animali provenienti da qualche zoo o circo europeo. La documentazione Cites, il cui materiale fotografico appariva discordante rispetto all’esame dei crani, era di origine francese. In effetti, tali animali, una volta deceduti possono essere venduti. La documentazione Cites deve comunque essere compilata a norma di legge.

Il sequestro è avvenuto in un negozio specializzato nella vendita di suppellettili ed altri arredi in buona parte tratti da animali. Le tigre, però, è un animale particolaremnte protetto. Da qui il controllo della Forestale. Di certo appare improbabile che un trafficante modifichi un certificato con un banale correttore. Nel caso una superficialità, che però farebbe incorrere nella violazione della legge italiana che recepisce la Convenzione di Washington sul commercio di specie rare ed in via di estinzione.

I tre crani sono stati posti sotto sequestro penale, mentre il titolare del negozio è stato segnalato alla Procura della Repubblica con l’accusa di avere offerto in vendita i manufatti con documentazione non conforme. Una violazione, nel caso, che contempla anche l’art.1 della Legge 150/92 e s.m.i., che regolamenta la Convenzione di Washington CITES in Italia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati