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GEAPRESS – Altre 19 testuggini rimpatriate nel loro paese di origine. Sono le Testudo graeca che erano state importate clandestinamente via nave. Trasportate ed occultate in un furgone, erano divenute oggetto di sequestro appena sbarcate a Genova. Andranno ora a raggiungerne le altre 180 già rimpatriate nel mese di ottobre, anch’esse illegalmente importate da un cittadino tunisino.

A scoprire le tartarughe nel Porto di Genova erano stati, in due distinti episodi, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane ed i militari della Guardia di Finanza impegnati nel controllo agli sbarchi dei traghetti provenienti dal Nord Africa.  Vista la natura della spedizione e la particolarità della scoperta (si tratta di specie protetta dalla Convenzione di Washington) era stata richiesta la collaborazione del Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato presso il porto di Genova.

Si era quindi proceduto al sequestro delle testuggini che si presentavano di svariate dimensioni. I successivi accertamenti sanitari, svolti a titolo gratuito da uno studio veterinario di Genova, avevano però evidenziato un generale stato di deperimento degli esemplari, nonché varie patologie. Per riabilitarle alla vita selvatica è pertanto stato necessario il ricovero presso una struttura specializzata.

A seguito di contatti a livello internazionale, il personale del Corpo Forestale era poi riuscito ad accordarsi con la Direction Générale des Forets Tunisina, autorità preposta alla protezione della fauna nonché all’attuazione della Convenzione di Washington CITES, che si rendeva disponibile ad accogliere le tartarughe e a liberarle nel loro ambiente naturale, dopo un necessario periodo di quarantena ed acclimatamento. Grazie alla collaborazione delle compagnie navali COTUNAV/TIRRENIA e GNV, che si sono rese disponibili a trasportare gli esemplari sulle loro navi, è stato possibile far salpare le testuggini alla volta di Tunisi, verso il loro continente d’origine: l’Africa.

L’operazione si è rivelata particolarmente complessa in quanto ha coinvolto più corpi di polizia, amministrazioni, nonchè soggetti privati, anche a livello internazionale, ed è quindi un raro esempio di collaborazione transfrontaliera finalizzato al benessere di animali protetti.

Le testuggini potranno finalmente tornare libere nel loro ambiente naturale in Africa, anziché essere vendute sul mercato nero a pseudo amanti degli animali, o ad essere tenute vita natural durante all’interno di centri di recupero animali oramai giunti alla saturazione. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione di Marwell Wildlife, una Onlus inglese che collabora strettamente con le Autorità Tunisine coordinando il ricovero e le cure degli animali presso il Centro Riabilitazione Testuggini all’interno del Parco Nazionale Boukornine, posto nelle vicinanze di Tunisi.

Alla specie Testudo graeca, oggetto del sequestro, appartengono diverse sottospecie diffuse dalle coste meridionali ed orientali del Mediterraneo fino al golfo persico.  Attualmente la testuggine greca, piuttosto diffusa come animale da compagnia, è a rischio di estinzione in natura, soprattutto a causa della distruzione del suo habitat e del prelievo indiscriminato.  Per questo è stata inserita nella lista delle specie tutelate dalla Convenzione di Washington CITES, per le quali il commercio è vietato se non con la prescritta documentazione attestante la legale provenienza.
Frequentemente questi animali vengono catturati in natura per poi essere rivenduti, in Europa, sul mercato illegale, per poche centinaia di euro.

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