GEAPRESS – Forse solo una smodata quanto opinabile passione per gli uccellini in gabbia quella che avrebbe messo nei guai una signora di Rapallo (GE) la cui casa è stata oggetto di ispezione da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato – Servizio CITES di Genova, congiuntamente al personale del Nucleo Operativo CITES di Genova Porto e del Comando Provinciale di Genova.

L’intervento, comunicato solo ora dai Forestali, è avvenuto lo scorso 9 marzo e sarebbe scaturito dalle segnalazioni di alcuni vicini che mal sopportavano i “rumori” dei circa 70 pappagallini detenuti in un’abitazione privata.

I controlli, effettuati unitamente ai veterinari dell’ASL4 Chiavarese e alla Polizia Municipale di Rapallo, hanno accertato la presenza di numerosissimi esemplari di avifauna, la maggior parte dei quali tutelati dalla Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale di specie animali e vegetali minacciate di estinzione (CITES), in stato di sovraffollamento e con possibili violazioni dal punto di vista igienico-sanitario.

Alla richiesta della documentazione CITES comprovante la legale provenienza degli uccelli,
la donna non avrebbe saputo produrre alcun documento cartaceo relativo a 12 pappagalli di varie specie, tra cui Roselle e Parrocchetti. Gli uccellini, comunque erano dotati di anelli identificativi, cosa che fa supporre gli stessi Forestali che la mancanza della documentazione sia dovuta più ad un’incauta e grossolana gestione dei documenti piuttosto che alla provenienza illecita degli stessi animali. Ad avvalorare tale ipotesi anche il fatto che tutti i volatili provenivano dallo stesso rifornitore autorizzato.

La documentazione CITES, precisa la Forestale, va custodita con estrema accuratezza costituendo la carta d’identità degli animali detenuti.

Intanto, la donna è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Chiavari, per violazione alla Legge 150/92, che regolamenta l’applicazione della CITES in Italia; i volatili in questione sono stati posti conseguentemente sotto sequestro penale in attesa di nuove determinazioni.

È stata inoltre accertata la mancanza dell’apposita autorizzazione igienico-sanitaria ai sensi della Legge Regionale 25/90, e in tal senso sono state elevate sanzioni amministrative e sono ancora in corso ulteriori accertamenti onde valutare la compatibilità dei luoghi per la detenzione dell’ingente numero di volatili.

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