GEAPRESS – Erano stati arrestati lo scorso novembre in flagranza di reato (vedi articolo GeaPress). Adescati da un agente federale specializzato nella repressione del contrabbando di fauna selvatica, gli avevano offerto 4000 dollari per una pelle di giaguaro e data la disponibilità di altre.

Due cittadini del Texas, sono stati ora condannati ad un anno ed un giorno di prigione più due anni di libertà vigilata, essendo stati riconosciuti colpevoli di un perdurante contrabbandato di pelli di giaguaro ed altri animali protetti. Le loro offerte, venivano diffuse anche via mail e promosse tramite commercio elettronico.

Elias Garcia Garcia e Maria Angela Plancarte, questi i nomi dei due trafficanti, potevano evidentemente contare su un solido fornitore estero, essendo il giaguaro estraneo alla fauna statunitense. I due sono stati incastrati e giudicati in Florida e per un po’ di tempo è certo che non potranno continuare a reiterare il reato. Le pena massima prevista negli Stati Uniti per chi si rende responsabile di simili violazioni è di cinque anni di carcere. La salvaguardia della fauna selvatica in via di estinzione, sta evidentemente a cuore. In Italia, invece, non esiste per questo reato l’arresto in flagranza di reato. Stesso discorso vale quando viene emessa la condanna. La pena massima prevista, ovvero di appena un anno, è di gran lunga inferiore alla soglia di punibilità.

Il Distretto del Sud della Florida del Dipartimento di Giustizia americano, non ha invece applicato l’ammenda (ovvero la sanzione pecuniaria penale) una volta riconosciuta l’impossibilità dei due a poterla pagare. In Italia, invece, ammenda e arresto (molto teorico) sono previste in forma alternativa. Trattandosi di un reato contravvenzione, questo significa che l’imputato può oblare, estinguendo così del tutto il reato pagando una cifra minore.

Recentemente, in più regioni d’Italia, il Corpo Forestale dello Stato ed altri corpi di Polizia, hanno sequestrato finanche interi corni di rinoceronte in famosissime case d’asta. Difficilmente, considerato il giro d’affari che contraddistingue tali commerci, a questi soggetti potrà far paura il reato contravvenzione che dovrebbe punire tali comportamenti. Molto difficile anche la contestazione dell’associazione a delinquere, la quale può essere applicata se finalizzata ad uno scopo punito da un reato-delitto, più potente di quello contravvenzionale.

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