azzannatrice
GEAPRESS – Per la legge italiana è una specie pericolosa per la “salute e l’incolumità pubblica”. Per questo la temibile Tartaruga azzannatrice è bandita ormai da diversi anni. Non sarebbe più possible detenerla, ma evidentemente ancora per molti così non è. Questo a giudicare dai ritrovamenti che, con una certa frequenza, si ripetono in più parti d’Italia.

L’ultimo di questi è avvento oggi in provincia di Firenze. In un canale di Fucecchio, infatti, un cittadino si è accorto del grosso esemplare del peso di circa 15 chili. In prossimità del Rio Macone, nei pressi di San Pierino, la Chelydra serpentina (questo il nome scientifico della specie originaria del nuovo continente) faceva bella mostra di se. Sul posto sono subito intervenuti i Forestali del Comando Stazione di Empoli che hanno provveduto al recupero ed alla consegna del grosso animale presso il Centro di Scienze Naturali di Galceti (PO).

Il suo peso non deve sorprendere ed in un certo senso è la prova del suo recente abbandono. In natura, spiega la Forestale,  raggiunge al massimo i 4,5-6 chilogrammi di peso, ma allevate in cattività fanno registrare livelli da record; fino a 34 chilogrammi. Facile presupporre che la Tartaruga azzannatrice di Fucecchio era stata, fino a poco tempo addietro, allevata in cattività.

Animale dal corpo robusto e dall’apparato muscolare sviluppato, può sferrare abili morsi muovendo improvvisamente il collo con scatti che ricordano quelli di un serpente. Da qui il nome della specie “serpentina”.

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