GEAPRESS – In Italia, una recente inchiesta del Corpo Forestale dello Stato, relativa all’avvelenamento di un lupo (vedi articolo GeaPress), è in qualche maniera approdata in un allevamento di pecore, trovato, peraltro, con numerose irregolarità anche di ordine penale. Non solo: la Forestale trovò pure numerose pecore morte messe da parte. Il sospetto è che potessero servire a richiedere i rimborsi riciclando le morti naturali, come causate da animali selvatici. . .

In Kenya, invece, il “problema” non è il lupo, ma il leone. Continuando di questo passo, dicono gli esperti, si estinguerà presto. Ad ucciderlo sono resti di macellazione imbottiti di Carbofuran. In altro paese, la Romania, viene utilizzato per uccidere i cani (vedi articolo GeaPress). In Italia, ci sono altri veleni, per pochi euro acquistabili in un qualsiasi supermercato.

In Kenya, l’ultimo avvelenamento è di appena due settimane addietro. Due leonesse ed un giovane maschio, ma in questo caso, almeno, è stato individuato il responsabile. Un pastore trovato in possesso del temibile veleno. Nel 2011 siamo già a dieci leoni uccisi su una popolazione selvatica di meno di 2000 animali. Pur con le diverse biologie riproduttive, come non notare che in Italia siamo già a quota 17 con i lupi rinvenuti morti nel 2011, sebbene non tutti per persecuzione diretta (vedi articolo GeaPress) su una stima approssimata di circa 1000 animali?

Sembrerebbe, però, che una differenza con l’Africa ci sia. Il Carbofuran, infatti, è illegale in molti paesi, tra cui quelli della UE, ed in modo particolare in quello che lo produce, ovvero gli USA. In Kenya, però, così non è. Anzi peggio. Per iniziativa non governativa, il prodotto è stato in via precauzionale ritirato dai banchi, ma non essendo ancora vietato, si trova facilmente. Ed intanto leoni, iene ed avvoltoio, tutti uniti nella catena neurotossica, continuano a morire. In Italia il prodotto è vietato e non dovrebbe trovarsi. Ne abbiamo altri.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI VIDEO: