GEAPRESS – Secondo quanto diffuso dal sito allafrica.com l’ultima bravata dei bracconieri di elefanti sarabbe finita, questa volta per loro, molto male. Sarebbero, infatti, rimasti avvelenati con la stessa sostanza utilizzata per uccidere l’elefante. I bracconieri erano penetrati nel TSAVO EAST NATIONAL PARK due settimane addietro. Il loro scopo era il prezioso avorio. Si sarebbero, però, fermati ad arrostire la carne del povero elefante e mangiarsela. Questa, però, era contaminata dal veleno da loro stessi utilizzato per uccedere il pachiderma. Uno dei bracconieri è arrivato  in ospedale già morto.

Il Kenya è uno dei paesi africani che più investe nella protezione del suo ambiente naturale. Ad esempio, nel corso dei periodici meeting della Convenzione di Washington porta avanti una politica di protezione totale delle popolazioni di elefanti. Il paese è visistato ogni anno da un milione di turisti che introitano nelle sue casse oltre 400 milioni di dollari. Un sistema ormai collaudato di decine di Parchi nazionali ed altre aree a vario titolo protette, più le riserve marine. Gli animali più ambiti dalle macchine fotografiche dei turisti sono leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali. Non mancano, comunque, i problemi (vedi ad esempio l’AIDS) che rischiano di avere ripercussioni anche sull’economia del paese. I principali problemi ambientali sono, invece, costituiti dal pascolo sempre più invadente e dai bracconieri. Quelli di leone, felino già decimato da un’epidemia virale oltre che dal veleno distribuito dai pastori, provengono spesso dalla Somalia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).