avorio elefante
GEAPRESS – A redarre il rapporto “Wanted – Dead or Alive” è IFAW (International Fund for Animal Welfare). In appena sei settimane di indagine gli investigatori di IFAW hanno individuato ben 33.006 animali vivi di specie selvatica o loro parti, in 208 mercati online di 16 paesi diversi.
I mercati on line individuati interessano paesi di più continenti ed in particolare quelli del Bahrain, Bielorussia, Belgio, Canada, Cina, Francia, Germania, Paesi Bassi, Kazakistan, Kuwait, Polonia, Qatar, Russia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti e del Regno Unito. Siti, peraltro, solo di libero accesso, senza cioè considerare i forse ancora più pericolosi spazi ove si accede tramite registrazione.

In tutto sono stati censiti 9.482 annunci che interessavano animali appartenenti a  specie incluse nell’appendice I e II della Convenzione di Washington. Il valore stimato degli scambi si attesta sugli undici milioni di dollari.

Avorio, rettili e uccelli sono gli animali, o loro parti, più commercializzati. In particolare, per il primo caso, sono stati censiti 3.047 annunci spesso mascherati con parole in codice al fine di evitare l’esclusione imposta dai grandi siti di vendita on line che da tempo hanno bandito tali commerci.
Nelle proposte di vendita compaiono tartarughe, testuggini, ma anche corni di rinoceronte, monili in ossa di tigre, denti e artigli. Non mancano pappagalli ed altri uccelli esotici. Vi sono poi gli anfibi ivi compresi quelli velenosi al tatto, lucertole, gechi, fino a ghepardi e primati tra cui babbuini, scimpanzé, uistitì, per non parlare di orsi e parti di orso polare. La lista, riferisce la nota di IFAW, potrebbe continuare a lungo.

Il risultato più sconfortante di tale indagine è però quella sull’assoluta legalità di buona parte delle proposte di vendita. Ifaw, però, avrebbe appurato come le stesse, in molti casi, venivano proposte da noti criminali specializzati nel commercio di fauna selvatica. Si tratta del 13% degli annunci censiti. Tali informazioni, sono state trasmessa da IFAW alle polizie dei diversi paesi

IFAW esorta i governi, la politica, le forze dell’ordine ed i gestori dei mercati on-line, di affrontare concretamente il problema della vendita on line della fauna selvatica.

 

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