pelli lupo
GEAPRESS – Le pelli dei 645 lupi sequestrate all’aeroporto di Pechino, non erano dirette dalla Cina alla Grecia, così come inizialmente riferito nei circuiti internazionali, ma avevano invece già percorso la tratta opposta. Gli “scarti di pelliccia“, così erano stati indicati nella spedizione, provenivano proprio dall’Europa e la preoccupazione è che possa trattarsi della popolazione selvatica greca la quale ammonterebbe a non oltre 700 animali.

Il volo, arrivato dalla Grecia lo scorso 29 luglio, è stato scoperto giovedì ed ora gli esperti dovranno identificare la tipologia esatta dei lupi finiti in pelle conciata. Sembra però trattarsi di animali di grossa taglia ed in alcuni casi con il mantello melanico. Caratteristiche, queste, che mal si  conciliano con quelle dei lupi mediterranei. Forse una triangolazione commerciale che ha come vera patria di origine quella dei grandi lupi nord americani, dove il mantello nero è discretamente diffuso tra i selvatici. Su questo, però, dovranno ora pronunciarsi gli esperti. Di certo, per l’aeroporto di Pechino, si tratta del più grande sequestro relativo a parti di animali appartenenti a specie in via di estinzione.

Secondo quanto diffuso dai giornali cinesi, le pelli dei 645 lupi erano state confezionate all’interno di una trentina di sacchi. Ad insospettire i funzionari della dogana è stato il prezzo particolarmente basso denunciato per chilo di pellame. Gli scarti di pelliccia in effetti erano presenti ma solo per coprire il vero contenuto, ovvero le pelli dei lupi. Sebbene il valore della spedizione era dichiarato in appena 3700 dollari, si pensa che il traffico illegale  per il quale è finito nei guai un commerciante cinese, potesse valere intorno a 125.000 dollari.

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