GEAPRESS – A leggerla sembra quasi una storia fotocopia a quella relativa all’intervento della Guardia di Finanza di Desenzano (BS) che appena due giorni addietro ha scoperto un traffico di avorio lavorato che aveva come riferimento una famosa casa d’asta di Trieste (vedi articolo GeaPress). Parti di animali protetti, vendite anche via internet, casa d’asta e guadagni notevoli. Solo che in Italia il denunciato potrà aver riservato il rito abbreviato e risolvere il tutto con la condanna al pagamento di una ammenda. In Indonesia, invece, il responsabile del negozio d’arte è finito subito in galera.

I fatti sono dello scorso 9 febbraio. Il PHKA, lo speciale nucleo della polizia indonesiana per la conservazione della natura, in collaborazione con la WCS (Wildlife Conservation Society), ha arrestato un esperto d’arte di Jakarta che nel suo negozio aveva un piccolo quanto prezioso zoo … a pezzi. Trentadue parti in avorio di varia forma e dimensioni, cinque pezzi di pelle di tigre e, sempre dello stesso animale tra canini, nove ossa, quarantuno baffi, un cranio. Inoltre: quattro portafogli in pelle di rarissimo leopardo nebuloso, varie pelli di gatto – leopardo (un piccolo felino del sud est asiatico), un sambar (una specie di cervo) imbalsamato, tre palchi di cervo, ventisei canini di orso malese, dieci cistifellee di orso e molto altro ancora.

Secondo Pak Darori, Direttore del PHKA, è su internet che si concentrano le attenzioni dei trafficanti, specie dopo lo sviluppo di Facebook. Il facoltoso negoziante arrestato a Jakarta, poteva avvalersi di validi intermediari a Taiwan e nel sud di Sumatra, ma i clienti venivano captati via internet. In Indonesia, negli ultimi due mesi, hanno iniziato ad indagare su non meno di una trentina di siti, poi ridotti, per entità del traffico, a due ed infine a quello ricollegabile al negozio d’arte di Jakarta. La merce veniva inviata via corriere.

Via posta, ad esempio, viaggiava sia l’avorio proveniente dagli Stati Uniti e diretto ad un privato di Roma (vedi articolo GeaPress) che il cranio di scimmia e pipistrello sequestrati all’aeroporto di Malpensa e provenienti proprio dall’Indonesia (vedi articolo GeaPress).

A Bangkok, invece la tonnellata di avorio (equivalente a 118 zanne di elefante) ed i tre corni di rinoceronte, arrivavano dalla Malesia ed erano a sua volta stati spediti dal Quatar. Sono stati sequestrati lo scorso mercoledì nell’aeroporto internazionale di Suvarnabhumi, disposti ordinatamente all’interno di casse riportanti la scritta “lavori artigianali”. Solo nel 2010, in Tailandia, è avvenuto il sequestro di cinque tonnellate e mezzo di avorio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).