GEAPRESS – Le indagini hanno interessato Polizia e Comandi Forestali di tutte le provincia piemontesi, fino ad arrivare ai Commissariati e Nuclei Cites, rispettivamente della Polizia di Torre del Greco (NA) e del Comando Forestale Provinciale di Napoli.

Tutto ha inizio il 22 aprile scorso quando un falegname di Borgo Vercelli (VC) si presenta alla Polizia denunciando il furto dei sui pappagalli avvenuto nella notte antecedente. Ne sono spariti ben 64 e le indagini si avviano coinvolgendo subito i Nuclei Investigativi del Corpo Forestale dello Stato. Il 26 aprile le indagini, subito allargate ad allevamenti di altre provincie piemontesi, si restringono ad alcune centinaia di pappagalli di provenienza sospetta. Sono coinvolte le province di Asti, Cuneo e Torino. Lo stesso giorno la Polizia di Vercelli, in collaborazione con quella di Cuneo, ed il NIPAF (Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato di Cuneo, intercettano il passaggio di alcuni pappagalli ad un astigiano residente a Tarantasca (CN). Alcune decine di pappagalli, tra i circa 200 da lui detenuti, parrebbero provenire proprio dal furto di Borgo Vercelli.

Mentre le ricerche continuano in altri allevamenti, si scopre che l’astigiano che lavora a Cuneo, nel frattempo denunciato, ha pagato i pappagalli (lui dichiara però di non essere a conoscenza del furto) con cinque assegni postdatati di tremila euro cadauno. Un affare, perché i pappagalli rubati a Vercelli hanno un valore di mercato stimato tra cinquantamila ed i sessantamila euro.

L’ultimo assegno, però, non era stato ancora riscosso e qua iniziano i problemi per l’astigiano residente a Tarantasca (CN) che non ha più intenzione di pagare, una volta che è avvenuto il sequestro. Lui e la famiglia iniziano a subire pesanti minacce di morte e violenze fisiche. Chi gli ha venduto i pappagalli vuole essere pagato lo stesso.

Le indagini continuano fino al 24 agosto scorso, quando vengono eseguiti gli arresti di quattro pregiudicati legati alla criminalità organizzata. Sono tutti originari tutti di Torre del Greco (NA). Gli estortori sono la banda del furto dei 64 pappagalli compiuto nella notte tra il 21 ed il 22 aprile ai danni del falegname-allevatore di pappagalli di Borgo Vercelli. Le indagini, oltre alla Polizia di Torre del Greco, hanno coinvolto il NIPAF ed il Nucleo Cites del Corpo Forestale dello Stato di Napoli. Il 25 agosto viene data la notizia dell’arresto a Torre del Greco di Antonio Russo, Antonio Palomba e Graziano Panariello, tutti di 43 anni. Il quarto, residente nel novarese, è invece Oreste Pugliese, trentaseienne. Raggiunto dal mandato di arresto, viene trovato in possesso di proiettili e cocaina.

Si arriva così alla conferenza stampa di stamani a Cuneo, indetta dal Corpo Forestale e dalla Polizia di Stato. In tutto una sessantina i pappagalli recuperati. Tra le specie tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES) Ara ararauna, il Pappagallo cenerino, il Conuro della Patagonia e il Conuro del sole, tutte detenute illegalmente e mantenute in condizioni di scarso benessere. Le indagini sono ancora in corso e non sono escluse altre inaspettate novità. Parte dei pappagalli sono stati consegnati, su disposizione della Procura della Repubblica, ad un centro di recupero.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).