GEAPRESS – Ancora nessuna novità sul sequestro avvenuto lo scorso 15 luglio nel crotonese. Decine di animali selvatici, prevalentemente appartenenti alla fauna italiana, ma non solo. Nella proprietà di un Avvocato, secondo indiscrezioni alle dipendenze dell’Agenzia delle Entrate, il NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato di Crotone, ha rinvenuto anche fauna esotica.

Vi erano rari falchi notoriamente molto ambiti per la falconeria, come il caso di un Girfalco e ben due Falco sacro, il primo non appartenente alla fauna italiana mentre il secondo viene osservato di rado. Vi erano poi due Ara blu, diffusa in centro america, e la fauna italiana. Nove ghiandaie marine chiuse in uno scatolo di cartone e poi altri rapaci come le cinque poiane ed i due gheppi. C’erano sia giovani animali che adulti, tutti in condizioni di detenzione inidonee. Particolarmente penosa la situazione dei due gheppi, rinchiusi all’interno di una piccola gabbia (vedi fotogallery).

I reati ipotizzati dal Corpo Forestale, vanno dal maltrattamento di animali (in particolare gli spazi erano angusti e le gabbie inidonee alla detenzione), alla violazione della legge sulla protezione di fauna autoctona e di quella sul commercio di fauna esotica. Non tutti gli animali, per gli esotici, erano privi di documenti ed anelli identificativi, ma la Forestale ne sta comunque disponendo la verifica. Forse, a segnalare il luogo, un esposto pervenuto dall’ENPA. Ignote le motivazioni che avevano portato l’Avvocato a costruirsi uno zoo in casa. Gli animali erano detenuti in un appartemento non rifinito. Nel garage, invece, lo scatolo con le ghiandaie.

Eppure non è la prima volta che vengono trovati professionisti con la casa, oppure i garage, stipati di fauna sia esotica che autoctona. Recentemente è successo, ad esempio, a Lipomo, in provincia di Como (vedi articolo GeaPress), dove un medico deteneva in un garage decine di animali in condizioni indecenti. Vi è poi il caso di uno sprovveduto, forse un prestanome, di Palermo (vedi articolo GeaPress) la cui casa, nella zona residenziale della città, fu trovata piena di uccelli rapaci. E per finire, a Corio, in provincia di Torino. Anche in questo caso rapaci, ma anche tartarughe (vedi articolo GeaPress). 

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