La definizione di animale esotico non è affatto scontata. Quando alcune regioni hanno legiferato in materia, ne sono conseguiti arrovellamenti e quasi dibattiti al fine di dare una definizione univoca. Sicuramente esotico, anche nel caso degli animali, fa ideale riferimento a luoghi di lontana provenienza. Se una tartaruga proviene dalla Cina è quasi scontata definirla esotica, ma una di provenienza tunisina, molto simile alla sottospecie siciliana? E gli animali esotici, come alcuni pappagalli, scappati dalla prigionia e naturalizzati nelle nostre ville cittadine? Nidificano regolarmente da decine di anni.

Se una definizione deve essere tentata, partiamo dal presupposto che esotico va riferito alla specie e non al luogo di nascita. Viceversa rischiamo di avere un minimo in comune con i circensi che vorrebbero le loro tigri ed i loro elefanti, come animali domestici. L’assurdo reggerebbe, a questo punto, anche per le comunissime galline, le cui progenitrici selvatiche, pur vivevano in paesi … esotici. A questo punto una domanda. La cinciarella algerina, che vive a Pantelleria, cosa è?

Esotico, forse, nell’immaginario collettivo, è di paesi esotici, ritenuti, a torto o a ragione, di aree tropicali. Viene facile definire esotica una tigre del bengala, molto meno un orso della penisola di Kamiciakta, che si trova ancora più ad est. Esotico richiama una definizione quasi coloniale, sa di traffici e di spezie e di milioni di animali prelevati dal loro ambiente naturale per andare a morire negli zoo e circhi di tutto il mondo (mondo esotico compreso). La cosa che principalmente si è ampliata dai tempi delle colonie è il luogo di  prelievo degli animali oltre ai quantitativi,    sensibilmente aumentati. In alcuni paesi i quantitativi esportati sono espressi non a numeri di animali  ma a tonnellata. Sono soprattutto i paesi delle cosiddette farm, ossia fattorie che vorrebbero fare intendere un uso ponderato della risorse naturali. Niente più prelievi in natura, come se questo fosse garanzia di benessere di quelli nati in prigionia. In realtà trattasi di orrendi enormi lager, con nessuna garanzia sanitaria, dove peraltro gli animali ovipari vengono prelevati in natura ancora dentro il guscio.

In buona parte, però, provengono direttamente da cattura. Sono milioni di esseri viventi compresi in tutta la sistematica del regno animale. Insetti, pesci, anfibi, rettili, fino a uccelli e mammiferi. A milioni catturati per un mercato degli esotici in continua espansione non solo per l’aumentato numero dei paesi importatori, ma anche per la tipologia di acquirenti.