GEAPRESS – Secondo le autorità filippine potrebbe essere una risposta dei trafficanti di corni alla denuncia pubblica delle illegalità e compiacenze esistenti in Vietnam ed altri paesi del sud est asiatico (vedi articolo GeaPress). Un tentativo di aggirare l’ostacolo ed arrivare comunque al traguardo cinese. Sta di fatto che quei sei corni di rinoceronte sommersi sotto cumuli di semi di acagiù, fermi dal 25 agosto nel porto di Manila, non se li aspettava nessuno. La scoperta è avvenuta oggi. Sei corni per un peso complessivo di otto chili e mezzo ed un valore stimato pari a ben un milione di dollari.

Il carico proveniva dal Mozambico e, secondo le autorità filippine, poteva essere diretto verso il Vietnam e la Cina. Un porto insolito considerato che l’ultimo sequestro avvenuto a Manila è di due anni addietro. In quel caso due corni ed alcune zanne di elefante. Niente rispetto ai numerosi interventi che si registrano, oltre che in Vietnam, anche in Tailandia e Malesia. Tappe intermedie, in molti casi, che puntano verso la Cina.

Come è noto le zanne di elefante vengono utilizzate per la lavorazione dell’avorio. Il corno, invece, viene polverizzato e quello che se ne ricava viene venduto, a prezzi ormai ben più alti della cocaina, per effetti curativi privi, in realtà, di ogni fondamento.

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