GEAPRESS – Avrebbe direttamente agganciato un rangers del Parco Kruger in Sudafrica, chiedendogli di procacciargli dei corni di rinoceronte. Forse una informazione sbagliata su una persona ritenuta corrotta (proprio in quel Parco, infatti, sono stati arrestati nel passato dei ranger). Sta di fatto che l’incredulo vigilantes ha fatto finta di stare al gioco ed ha avvisato la polizia che ha predisposto l’incontro nel villaggio di Plange, vicino Malamulele. Due presunti bracconieri sono così finiti in stato di arresto ed il processo è previsto già per domani.

L’alto valore raggiunto dalla polvere di corno di rinoceronte induce, però anche furti ben più particolari. Non più in natura, a spese della vita dei rinoceronti, ma direttamente a danno di materiale esposto nei musei. E’ successo in Inghilterra, nel Museo del Castello di Norwich, dove un trafficante, tale Patrick Kiely, è stato ora ritenuto colpevole del tentativo di furto di un corno di rinoceronte appartenente ad una testa imbalsamata in epoca vittoriana. I fatti avvennero lo scorso febbraio e l’uomo, a quanto pare, era riuscito a scappare con l’enorme testa. Venne inseguito e fermato dalla vigilanza.

Appena pochi giorni addietro, invece, tre corni di rinoceronte erano stati rubati dal New Walk Museum di Leicester. Gli inquirenti sono certi che i corni siano finiti in mano ai trafficanti. Continuando di questo passo, ad estinguersi non saranno solo i rinoceronti vivi … Fece scalpore, tempo addietro, il furto di un corno avvenuto ai danni di un rinoceronte morto nello zoo di Colchester, sempre in Inghilterra.

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