GEAPRESS – Conigli nei canili. Sembra un non senso eppure non è così, specie se si considerano i numeri sempre più alti dell’abbandono. Nuovi pets, oppure no, dato che ormai da molti anni hanno iniziato a far parte, loro malgrado, dei “normali” acquisti presso i negozi dei commercianti di animali.

Bologna, Milano, Monza, Venezia, Treviso, Roma, Napoli e Firenze. Queste le città dove, secondo il settore dedicato ai conigli dell’Associazione Animali Esotici, si registra il maggior numero di coniglietti abbandonati e rinchiusi nei canili. Forse, però, questi sono i più fortunati specie se si pensa ai tanti abbandonati e mai ritrovati.

Ha rischiato di finire così la storia di Vita (nella foto), piccolo coniglio con la frattura alla colonna vertebrale ritrovata giorni addietro al chiuso di una gabbia vicino ad un contenitore dell’immondizia di Altofonte, nei pressi di Palermo. Il povero animale non potrà più camminare. Anche lui, secondo l’AAE-Conigli, è un esempio di un commercio indiscriminato ,che prolifera sotto gli occhi indifferenti di tutti e miete migliaia di vittime ogni anno. Per pochi euro vengono acquistati, a volte regalati e dopo pochi mesi spesso abbandonati nelle condizioni più drammatiche. Piaghe da decubito e patologie gravissime, che costeranno ai volontari migliaia di euro di cure veterinarie, spesso senza riuscire comunque a salvargli la vita.

L’AAE, che si occupa dell’affido dei conigli abbandonati o maltrattati, crede che sia utile lo strumento di una anagrafe dei conigli. Almeno per quelli smarriti, che pur capitano, vi è la speranza di potere tornare a casa. La raccolta dei dati, alla base di una qualsiasi anagrafe, è possibile, fanno sapere dall’AAE, grazie ad un apposito strumento voluto dal Ministero della Salute. Su www.anagrafeconigli.it , è possibile così inserire gratuitamente i dati del proprio coniglietto, magari preso in adozione dalla stessa AAE. Più difficile, però, il riconoscimento dello status di animale da compagnia. La bozza di testo che dovrà mandare in pensione la vecchia legge 281 sul randagismo canino, prevede tale riconoscimento solo per cani e gatti. 

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