GEAPRESS – Il messaggio è forse un po’ troppo fuorviante. Secondo quanto ieri comunicato da Radio Cina International (ex Radio Pechino, tutt’ora diffusa in una quarantina di lingue) le tigri siberiane sarebbero in quel paese in aumento. Una notizia apparentemente positiva per un paese da più parti additato di utilizzare le tigri per la medicina orientale. Tanto interessato alle ossa in particolare da avere pure costruito allevamenti di tigri e non solo. In progetto ci sarebbero anche allevamenti di rinoceronte.

Recentemente anche gli Uffici della Convenzione di Washington hanno preso posizione sull’effettiva utilità di questi allevamenti, ma, ad ogni modo, per la Radio della Repubblica Popolare Cinese, le tigri aumentano. Solo che, ad aumentare, sono quelle del Siberian Tiger Park di Hirbin, capitale della provincia orientale dello Heilongjiang. Secondo la radio cinese ve ne sarebbero ora 1067, ivi compresi i 91 nuovi cuccioli nati di recente. Cosa se ne fanno di tutte queste tigri?

Secondo le autorità cinesi, allo stato selvatico in due diverse provincie cinesi, vi sarebbero al massimo 22 tigri siberiane sul totale stimato di 500. La popolazione è distribuita tra Corea del Nord, Russia e Cina.

Forse, però, a proposito di tigri in aumento, si tratta solo di propaganda. Ad avvalorare questa tesi è Massimiliano Rocco – Responsabile Specie, Traffic e Foreste del WWF Italia. “La popolazione selvatica sembra in effetti essere aumentata – riferisce Rocco a GeaPress – ma più per gli sforzi compiuti nell’areale ricadente in Russia. Per il resto – ha aggiunto il Responsabile WWF – credo che un aumento possa essere avvenuto, ma solo nelle cosiddette fattorie cinesi“.

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