elefante africano II
GEAPRESS – Secondo il vice capo dell’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) Ibrahim Thiaw “i risultati del censimento dell’elefante africano mostrano chiaramente come il bracconaggio stia ancora decimendo i branchi di elefanti. Questa pratica non ha alcun significato sotto sotto tutti i punti di vista: morale, economico e politico

L’intervento scaturisce a seguito della diffusione dei dati che mostrano come le popolazioni di elefanti della savana africana siano diminuite del 30 per cento (144.000 elefanti) tra il 2007 e il 2014:

Gli elefanti – ha aggiunto Ibrahim Thiaw – sono già estinti nel mio paese, la Mauritania, e non voglio che questo accada altrove. Il pericolo è imminente in Camerun e Mali” Ad ogni modo vi sono motivi di speranza. In alcune nazioni gli elefanti sono solo leggermente in calo o stanno addirittura aumentando. In tutta l’Africa, gli Stati stanno iniziando a capire che la fauna selvatica vale più da viva che da morta. Generando reddito, ad esempio attraverso il turismo, si può finanziare l’istruzione, la sanità e le infrastrutture in grado di migliorare il benessere umano e guidare la crescita economica.

Per quanto deprimenti possono essere questi numeri, spero che servano come inizio del cambiamento. Noi sappiamo ancora come si evolverà la la crisi. Il censimento degli elefanti africani dice, però che dobbiamo agire, subito”.

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