GEAPRESS – Questa mattina  nel comprensorio di Paternò (CT), personale del Corpo Forestale della Regione siciliana e Carabinieri della locale Compagnia, coadiuvati da Medici Veterinari dell’Asl 3 di Catania, cercheranno di catturare la poco probabile “pantera” che nei giorni scorsi ha ucciso alcune pecore. Saranno utilizzati speciali fucili muniti di dardo anestetico.

Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, i veterinari avrebbero escluso che trattasi di felino, le cui prime segnalazioni risalgono al 17 dicembre sebbene gli episodi di uccisione di pecore negli ovili siano avvenute alcuni giorni dopo. Viene infatti privilegiata la possibilità che ad uccidere le pecore possa essere stato uno o più cani. Quanto poi questi siano randagi, è tutto da vedere.

Secondo abitudini ben radicate, molti cani messi spesso a guardia di proprietà, vengono di notte lasciati liberi. Formano spesso gruppi temporanei che, in alcuni casi, possono dare corso a predazioni su ovini ed altri animali. Questo, ad esempio, è risultato da alcuni studi condotti in centro Italia sul lupo. 

La figura del cane rinselvatichito è messa invece in forte dubbio, e ad oggi l’unico esempio sicuramente esistente è quello del dingo australiano. Del resto il fenomeno del randagismo non è affatto recente ed ha radici molto antiche. Non si spiega, pertanto, come non sia mai stata documentata con certezza la presenza di mute di cani rinselvatichiti. I randagi, invece, mantengono sempre un contatto con l’uomo che in questo caso, tutto da studiare, potrebbe essere degenerato.

Un motivo in più per dubitare della politica, molto diffusa nel catanese, di risolvere il problema del randagismo con le convenzioni con i canili privati. Manca invece una reale prevenzione del fenomeno, ad esempio con il controllo capillare della popolazione canina padronale, ovvero quella che costituisce il vero serbatoio dei futuri abbandoni. Se domani verrà catturato qualche cane, la mancanza del microchip non significherà automaticamente che non avesse padrone. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).