GEAPRESS – Li hanno attesi di fronte ad un fast food di via Casilina sud nel Comune di Cassino (FR). Appena sono arrivati con la loro Megane S.W. di colore scuro, i Carabinieri della Compagnia di Cassino, comandati dal Capitano Adolfi Grimaldi e le Guardie LIDA di Aversa (CE), Gruppo Investigativo Antibracconaggio, guidate da Saverio Mazzarella (nella foto), si sono qualificate bloccando così i trafficanti di fauna esotica.

Due romani, incensurati, che avevano preso precedentemente contatti con alcuni bracconieri di Napoli e Caserta. Fauna esotica di grande valore commerciale, ovvero 3 testuggini della specie Geochelone Sulcata privi dell’obbligatoria microchippatura ed accompagnati da documenti mendaci. In particolare i certificati Cites, ovvero quelli relativi alla Convenzione di Washington sul commercio di specie minacciate di estinzione, non riportavano alcuna vidimazione del Corpo Forestale dello Stato oltre che essere privi delle generalità dei primi e dei secondi proprietari. Nessun documento, inoltre, attestante la nascita in cattività degli animali. Il massimo grado di protezione riconosciuto dalla Convenzione di Washington per questa specie prevede, infatti, quote di prelievo in natura pari a zero.

In altri termini le grosse testuggini sequestrate a Cassino (di lunghezza compresa tra 39 e 27 centimetri) erano state molto probabilmente rubate alla vita libera nei luoghi di origine dell’Africa subsahariana e, secondo quanto riportato dalla LIDA, acquisite da un negozio di animali dell’agro aversano. Da qui la vendita ai due romani e la successiva loro intercettazione da parte delle Guardie volontarie LIDA e dei Carabinieri.

Secondo una prima stima, gli animali avrebbero fruttato cifre non inferiori ai 20.000 euro. Un traffico in espansione, secondo la LIDA, quello degli animali esotici, che non viene però adeguatamente affrontato sul piano normativo. Nonostante i ricavi economici siano superiori a quelli del traffico di droga, la legge che dovrebbe regolamentare il loro commercio prevede reati di sola natura contravvenzionale. Un impedimento, ad esempio, per la contestazione del più potente reato di associazione a delinquere. Intanto, ai due trafficanti, è stata commutata la sanzione di 95.000 euro. I reati contestati sono relativi alla violazione delle leggi contro il maltrattamento degli animali (L. 189/2004), sulla Convenzione di Washington (L.150/92), legge per il controllo della fauna selvatica (L. 157/1992) e sulla detenzione incompatibile con la loro natura biologica (Art. 727 c.p.).

In particolare, le grosse tartarughe risultavano essere detenute in piccole scatole di cartone sporche di escrementi. Nessuna traccia di acqua così come di cibo. Inoltre, temperature ed umidità inadeguate alle caratteristiche biologiche della specie, più un evidente stato di denutrizione. Le testuggini sono state sottoposte a sequestro penale e consegnate ad un centro veterinario di Napoli. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

 

 

Riceviamo, e pubblichiamo il sottostante scritto pervenuto dal Comandante del Gruppo Guardie Zoofile di Aversa, Saverio Mazzarella, al fine di evitare ogni possibile dubbio in merito alla professionalità, al grado di preparazione ed all’efficienza delle Guardie Zoofile di Aversa.

In relazione al sequestro di tartarughe effettuato dal Comando in Intestazione in collaborazione con i Carabinieri di Cassino, piace riportare alcune delle precisazioni:

Le tartarughe in questione sono della specie Geochelone Sulcata, presenti in Appendice due della C.I.T.E.S. in allegato “A”. E si ribadisce “IN ALLEGATO ‘A’”. Infatti, non solo sono state sequestrate per maltrattamenti in quanto stipate nel bagagliaio di un veicolo in scatole di cartone strette e piene di escrementi, nonché senz’acqua né cibo né di lampade riscaldanti né condizioni favorevoli alla riproduzione fedele deel loro biotopo tropicale, ma anche in quanto i CITES che le accompagnavano risultano presumibilmente falsi, perché ogni Certificato deve riportare un numero specifico per ciascun esemplare, che varia da soggetto a soggetto. In questo caso non si tratta di Geochelona presente nell’allegato “B”. Infatti, le testuggini sottoposte a sequestro sarebbero dovute provenire da un allevamento e provviste di CITES che ne convalidasse la provenienza lecita che le consentisse di poter essere commerciate ed essere incluse nell’allegato “B”. Nello specifico caso del sequestro invece, queste testuggini risultano bracconate in natura e quindi non fanno assolutamente parte dell’allegato “B”, ma dell’allegato “A”, in quanto in estremo pericolo di estinzione. Si allega specifica descrizione dell’appendice II della Convenzione di Washimgton dove si evince chiaramente che le Geochelone Sulcate sottoposte a sequestro rientrano nella quota che è stata fissata per l’esportazione “PARI A ZERO”.

Si riferisce a chi tenta di denigrare l’operato ed il grado di professionalità e preparazione delle Guardie Zoofile di Aversa di documentarsi e di studiare bene la CITES, prima di avanzare baggianate e definendosi esperti della materia.

Tuttavia il sequestro è stato messo in opera nei modi previsti dalla legge e nelle condizioni previste dalla Convenzione Internazionale.

Aversa (CE) 06/10/2011

VEDI ALLEGATO CITES GEOCHELONA SULCATA:

NOTA DELLA REDAZIONE:
IN MERITO ALLE PRECISAZIONI DEL DOTT. ANDREA LORO E DEL COMANDANTE MAZZARELLA TENIAMO A PRECISARE QUANTO SEGUE. IL COMMENTO DEL DOTT. LORO, DEL QUALE NON METTIAMO IN DUBBIO LA PROFESSIONALITA’ COSI’ COME QUELLA DEL COMANDANTE MAZZARELLA, PONEVA IN EFFETTI L’ACCENTO, PUR LEGITTIMO, PIU’ SUL PIANO DELLA RETTIFICA CHE DEL COMMENTO ALL’ARTICOLO. IN EFFETTI LO SPAZIO DEL COMMENTO VIENE A VOLTE, COMUNQUE IN BUONA FEDE, UTILIZZATO DAI NOSTRI LETTORI COME SPAZIO DI RETTIFICA. NON ERA NOSTRA INTENZIONE SCATENARE POLEMICHE DIRETTE OVVERO SPECIFICI RIFERIMENTI, PER I QUALI E’ IN USO FORMALE RETTIFICA. SPERIAMO DI AVER CHIARITO L’ORIGINE DEL MALINTESO, AVENDO ANCHE DATO AD ENTRAMBI LA POSSIBILITA’ DI ESPORRE PIENAMENTE LE PROPRIE RAGIONI.