GEAPRESS – Voleva meravigliare tutti (a pagamento) travestendosi da fachiro ed eseguendo il suo spettacolo (non autorizzato) in un Disco Bar di Caserta. La performance del “fachiro” nostrano, originario di Caserta, è stata però filmata dalle Guardie della LIDA e dell’OIPA. La pacchiana esibizione, risultava altresì pericolosa e non solo per gli animali. Il casertano fachiro, si aggirava tra il pubblico con un Boa constrictor di 2,2 metri di lunghezza ed un’Elaphe guttata di 1,3 metri. Gli animali non solo venivano posti in vicinanza del pubblico, ma gli stessi, bambini compresi, venivano inviatati, tra le musiche assordanti, ad avvolgersi attorno al collo i serpenti.

Nessuna riflessione sul fatto che tali animali sono molto sensibili alle vibrazioni, oltre che al calore. Come in una intervista concessa a GeaPress dal Prof. Vincenzo Ferri, erpetologo di fama internazionale, i Boa come gli altri serpenti, possono essere indotti, per le particolari caratteristiche proprie degli animali a sangue freddo, a stringersi attorno ad una fonte di calore. Questa può essere rappresentata anche dal collo di una persona la quale sicuramente rischia di avere a stretto contatto un Boa di oltre due metri. Una volta che un animale di quelle dimensioni inizia a stringere le spire, con non poca difficoltà può essere rimosso.

Finita l’incredibile esibizione le Guardie provvedevano a qualificarsi ed ispezionare il furgone adibito al trasporto degli animali. Qui non solo veniva accertata la mancanza di quei requisiti minimi a garantire il benessere dei rettili (tra l’altro assenza di riscaldamento ed umidificatore) ma gli stessi risultavano sprovvisti di documentazione Cites vidimata dal Corpo Forestale dello Stato. Quanto basta per condurre l’improbabile “fachiro” presso il Comando Provinciale dei Carabinieri e procedere così al sequestro e la contestazione di una sanzione di 18.000 euro.

L’attività delle Guardie LIDA dirette da Saverio Mazzarella, proseguiva poche ore dopo al sequestro dei rettili, nella città di Aversa. Qui un venditore abusivo, poneva alla vendita numerosi animali, tra cui pesci, volatili, conigli e tartarughe, tutti detenuti o in condizioni di sovraffollamento o senza le attrezzature che dovrebbero garantire i requisiti minimi di besessere. Il venditore nulla sapeva riferire circa la provenienza degli animali. Tra l’altro i volatili erano privi dell’anello identificativo. Tutti sequestrati ed affidati all’Ospedale Veterinario ove sono stati consegnati anche i due rettili dell’operazione di Caserta. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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