GEAPRESS – Rinvenute in due diverse operazioni, ma all’interno della stessa nave proveniente da Durazzo ed approdata, martedì scorso, a Bari.

15 Tartarughe hermannii trovate in possesso di un passeggero di orgine salva proveniente a sua volta dal Montenegro, che le trasportava all’interno di un trasportino per gatti. Un passeggero italiano, invece, aveva le altre dodici ma all’interno di un trasportino più grande, adibito a trasporto per cani. Entrambi viaggiavano con le rispettive automobili e senza alcun collegamento tra loro.

Particolare raccapricciante. Giunto a terra il passeggero di orgine slava, credendole acquatiche, ha sistemato le tartarughe all’interno di un secchio d’acqua! Ad intervenire l’Ufficio delle Dogane di Bari, congiuntamente alla Guardia di Finanza ed al Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato.

Entrambi i passeggeri non hanno collaborato granchè con le autorità intervenute, ma hanno dichiarato, come nel caso di altri trafficanti, che non sapevano del grado di protezione e le stavano trasportando solo per regalarle. Cosa alla quale gli inquirenti non hanno ovviamente creduto.

E’ probabile che dietro si nasconda il lucroso commercio destinato alla terraristica e che frutterebbe, sempre secondo le autorità intervenute, non meno di 300 euro a testuggine. Proprio pochi giorni addietro i Carabinieri di Olbia hanno bloccato due emiliani di Reggiolo (RE) trovati in possesso di 150 tartarughe depredate alla natura sarda. Anche loro hanno dichiarato di non sapere che trattavasi di specie protette (vedi articolo GeaPress).

Appena poche settimane addietro (vedi articolo GeaPress) altre sette tartarughe vennero sequestrate a Bari. Si trattava, in questo caso, di tartarughe neonate. 

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