GEAPRESS – Un animale ancora prelevato in natura e soggetto ad un intenso commercio. La Testudo hermanni, verrebbe venduta, se priva di certificato Cites, intorno alle cinquanta euro ma se in presenza della documentazione può arrivare fino ai 200 euro. I prezzi, particolarmente bassi per i prelievi in natura, potrebbero giustificarsi proprio con la grande diffusione dei commerci illegali.

A Bari, dove è intervenuto il Servizio Cites territoriale del Corpo Forestale dello Stato, il prezzo delle 46 tartarughe ora posto sotto sequestro, era compreso tra le quaranta e le cinquanta euro. A proporle per la vendita, ovviamente senza certificato Cites, era un trentacinquenne disoccupato originario di Foggia, ora denunciato dalla Forestale. Per cercare i clienti utilizzava internet. La Forestale aveva agito sotto copertura proponendosi per l’acquisto degli animali. Definito il costo, è invece scattata la denuncia.

Animali tutti di cattura e senza documentazione. Un fenomeno ancora molto diffuso, dicono gli inquirenti, finalizzato alla detenzione casalinga o presso allevatori. In altri interventi del Corpo Forestale, infatti, si è avuto modo di sequestrare tartarughe neonate prelevate in natura. Avviene poi la copertura con un certificato intestato ad altri animali, precedentemente deceduti, oppure denunciando falsamente la nascita in cattività. La persona ora denunciata era in possesso di tartarughe di diversa età.

Presso il Servizio Cites di Bari è più volte capitato di privati detentori che si sono presentati per regolarizzare la posizione degli animali. Anche in questo caso, però, scatta il sequestro.

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