GEAPRESS – Pochi giorni addietro alcune Tartarughe stellate, erano state scoperte all’interno di un pacco postale arrivato in Inghilterra dalla Tailandia. Un fenomeno inglese? Forse no, visto che anche per l’Italia gli inquirenti sospettano che la spedizione via posta di animali esotici stia sostituendo molto velocemente alcuni canali “classici” di contrabbando. In genere, infatti, si ricorre al camuffare specie simili, protette e non. Si confonde anche sul numero degli animali, ad esempio piccole tartarughe, dichiarandone di meno rispetto a quelle effettivamente trasportate. Chi mai conterà una per una, migliaia di piccole tartarughe? Vi è poi la falsificazione dei certificati Cites nonché nascondere alcuni animali, ad esempio tarantole ma anche serpenti, in sottofondi ricavati nei mezzi di locomozione magari adibiti al trasporto legale di animali. Cose, comunque, che alla dogana possono essere scoperte. Con un pacco si rischia molto meno. Piccole iguane chiuse in scatolette di plastica, così come serpenti e tartarughe.

Vi sono poi i casi clamorosi degli animali nascosti in valigia. Questa estate venne scoperta finanche una tigre ed un Gaviale del Gange (vedi articolo GeaPress). Arrivarono poi i serpenti in valigia (vedi articolo GeaPress) ed altri animali ancora.

Il quantitativo che pochi giorni addietro si sono trovati innanzi i doganieri dell’ aeroporto internazionale di Bangkok, difficilmente potrà però essere eguagliato. Da tre valige, trasportate da un indonesiano, sono saltati fuori i rappresentanti di tutti i continenti (Antartide esclusa). Vi erano Boa constrictor, originari del centro e sud America, le Tartarughe stellate indiane (ben 88), la rana cornuta argentina, diciannove draghi barbuti (originari dell’Australia), 18 tarantole africane e poi un pappagallo (anch’esso africano), ventidue scoiattoli, varie specie di lucertole, trentaquattro pitoni e vari altri serpenti.

L’uomo che li stava trasportando ha dichiarato di averli comprati nel mercato di Chatuchak a Bangkok. Cosa probabilissima, visto che quel mercato è un famoso ricettacolo di contrabbandieri di fauna protetta. Non tutto illegale, comunque. Molti negozi sono perfettamente autorizzati dalle autorità tailandesi e quelli dedicati agli animali, sia pets che selvatici, sono solo una parte.

Per chi avvezzo a considerare questi episodi come cose dell’altro mondo, basta ricordare che proprio ieri a Palermo (vedi articolo GeaPress), Polizia di Stato e Corpo Forestale della Regione Siciliana, sono riusciti a sequestrare fauna esotica e autoctona messa in vendita nella pubblica via in quello che rimane il più grande esempio italiano di mercato illegale di fauna protetta. Si trova nel quartiere di Ballarò, all’interno anch’esso di un mercato molto grande, ed è un noto ricettacolo di bracconieri.

La legge Tailandese, per il contrabbandiere in valigia, prevede l’arresto. Quella italiana, anche quando si fanno sequestri di migliaia di animali, prevede una denuncia a piede libero ed una piccola ammenda (per i reati contravvenzionali, l’arresto non scatta praticamente mai). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).