GEAPRESS – A diffondere i dati è l’Ufficio Traffic ovvero lo speciale organismo nato dalla collaborazione tra il WWF e l’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e finalizzato al monitoraggio del commercio internazionale di flora e fauna.

Ad essere stato attenzionato è l’aeroporto internazionale di Bangkok, in Tailandia, uno dei punti caldi del commercio mondiale di fauna protetta contrabbandata ma anche, stante quanto riferito dallo stesso Ufficio, uno dei luoghi ove più si è lavorato alla repressione del fenomeno. Tre anni di attività che hanno portato le autorità Tailandesi ad effettuare alcuni sequestri clamorosi come quello avvenuto nel 2010 (primo anno monitorato) di un cucciolo di tigre nascosto nella borsa un contrabbandiere.

Poi tartarughe appartenenti a specie in pericolo d’estinzione, draghi d’acqua (un sauro diffuso in Australia) e persino pesci spatola, originari dell’America del nord e molto ambiti dai pescatori cosiddetti sportivi. I trafficanti appartengono a diverse nazionalità. Un uomo di Taiwan era ad esempio il contrabbandiere di Boa constrictor, mentre indocinese era il trafficante di draghi d’acqua. Quest’ultimo venne arrestato agli inizi del febbraio 2010 assieme ad altri sauri e camaleonti. In tutto 39 animali, chiusi all’interno di sacchi e diretti verso la Cina. Pochi giorni dopo, un altro viaggiatore indonesiano venne sorpreso ed anch’esso arrestato. Aveva nascosto nel suo bagagliaio una miriade di tartarughe appartenenti a diverse specie, tra cui alcune particolarmente rare prelevate in Pakistan. Appena un mese dopo, un altro uomo indonesiano. Dentro le valige aveva ben 155 pesci tra i quali una dozzina di spatola americana.

I casi di cui sopra si riferiscono al 2010 ma già l’anno successivo presso lo stesso aeroporto sono stati sequestrati circa 1.000 animali. Undici casi, contro gli otto del 2010. Ad essere contrabbandati sono soprattutto i rettili. Di questi mille, ben 450 sono stati rinvenuti nel corso di un unico intervento che ha riguardato un passeggero diretto nel Bangladesh. Testuggini in modo particolare, tutte stipate in quattro sacchi abbandonati in aeroporto nel giugno 2011.

L’elenco dei due anni è limitato alle attività del Dipartimento dei Parchi nazionali e degli Uffici preposti alla conservazione della vita selvatica. A questi andrebbero altresì considerati i sequestri dalle unità di controllo della Divisione Crimini della Polizia tailandese.

Nel 2012 già due casi, ad essere fermati un indonesiano ed un cinese, in tutto un’ottantina gli animali sequestrati.

Bangkok, ma anche Jakarta in Indonesia e Kuala Lampur in Malesia. Tutti paesi del sud est asiatico che convogliano un intenso traffico di specie protette provenienti da più parti del mondo e dirette sia verso il ricco mercato cinese che verso quello occidentale. Tradizioni culinarie, medicina orientale ma anche terraristica, come ad esempio per buona parte dei rettili spesso provenienti da finti allevamenti che in realtà riciclano fauna selvatica proveniente dalla natura.

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