GEAPRESS – Dopo essere sfumata la speranza di una maggiore protezione dell’Orso polare (vedi articolo GeaPress) sembrano destinati ad annullarsi anche i propositi di tutela per l’Elefante africano. Una votazione in suo favore era prevista per oggi nel corso dei lavori della Convenzione di Washington che si stanno svolgendo a Bangkok. Come invece appena comunicato dalla stessa segreteria del meeting, al passo indietro sembrano aver pensato gli stessi paesi proponenti la risoluzione pro-elefante.

Kenya e Burkina Faso hanno infatti annunciato il ritiro della loro proposta volta a garantire una maggiore protezione in favore delle sempre più minacciate popolazioni di elefante africano. La vicenda, in questo caso, è un po’ più complessa rispetto all’Orso polare per il quale si chiedeva il bando totale del commercio di trofei e pellame.

Nel 2007, nel corso di un precedente meeting della Convenzione di  Washington, quattro paesi africani vennero autorizzati a vendere l’avorio proveniente da sequestri o cacce di cosiddetta selezione. Il Kenya si oppose, facendo leva sul fatto che l’immissione nel mercato di avorio legale, avrebbe potuto costituire un utile canale ove mimetizzare il commercio di avorio di contrabbando. La proposta ad ogni modo venne approvata con la clausola, però, che per un periodo di nove anni null’altro commercio di questo tipo si sarebbe potuto effettuare.

I due paesi africani avevano ora proposto di estendere tale periodo di divieto a tutti i paesi che considerano le popolazioni di elefante africano in appendice II, ovvero commerciabile ma in base a quote prestabilite. Un provvedimento che nel caso avrebbe limitato l’apertura di nuovi canali di commercio legale potenzialmente utilizzabili, però, in maniera fraudolenta.

Ora il ritiro della proposta. Di fatto si mantiene  lo status quo. Contro la proposta ora ritirata, così come sul maggiore grado di protezione per l’Orso polare, si era espresso il segretario della stessa Convenzione.

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