GEAPRESS – L’orso polare rimarrà nell’appendice II della Convenzione di Washington, ovvero specie cacciabile nell’ambito di quote accettate dalla stessa CITES (acronimo della Convenzione di Washington).

Così hanno deciso i rappresentanti degli Stati aderenti alla Convenzione, riuniti in questi giorni a Bangkok.  La proposta di bando totale dei commerci di trofei e pellame, avanzata dagli  Stati Uniti e Russia è stata bocciata ieri  con 42 voti contrari, 38 a favore e 46 astenuti. Per essere approvata occorreva il voto favorevole dei due terzi dei votanti.

Per l’orso polare le cose si stavano mettendo male già da alcuni giorni, quando il segretario della Convenzione si era dichiarato contrario alla proposta di maggiore protezione. Determinanti, nella votazione, sono stati gli astenuti e tra questi sembrano esserci i paesi dell’Unione Europea che votano in blocco. Pertanto, dovrebbe esserci pure l’astensione italiana.

Sembra che nella scelta europea, abbia influito la posizione del governo danese. Questo, forse, per via  degli storici legami con la Groenlandia e l’influenza dei cacciatori locali che, tra gli altri animali, cacciano anche le balene.

La votazione, avvenuta ieri, ha comportato anche una divisione tra i rappresentanti ambientalisti, divisi sulla scelta da prendere.

La decisione negativa sull’orso polare, potrebbe essere il preludio di altra analoga che potrebbe arrivare nelle prossime ore. Ovvero quella sull’elefante africano. Anche su questa vi era stato il parere contrario, in merito alla proposta di risoluzione pervenuta dal Kenya, da parte del segretario della Convenzione di Washington.

Dunque, per il povero orso polare, oltre allo scioglimento dei ghiacci, anche i colpi dei cacciatori.

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