GEAPRESS  – Proviene dall’Africa ma è certificato come thailandese. Si tratta dell’avorio che ogni giorno viene venduto nei negozi della Tailandia. Questo perchè il paese asiatico vieta la vendita dei derivati delle zanne africane, ma non di quelli che provengono degli elefanti della Tailandia. Dunque, in poco tempo, la truffa è realizzata.

Le leggi esistenti non sono efficaci per tenere fuori dal mercato tailandese l’avorio illegale africano – ha dichiarato Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e TRAFFIC del WWF Italia – L’unico modo per impedire alla Thailandia di contribuire al bracconaggio degli elefanti – ha aggiunto Rocco – è quello di vietare tutte le vendite di avorio“. In altri termini oggi le principali vittime sono gli elefanti africani, ma gli elefanti della Thailandia potrebbero essere i prossimi.

Da questa evidenza nasce l’iniziativa del WWF che oggi presenta in 156 una petizione globale per raggiungere un milione di firme e chiedere al Primo Ministro thailandese Yingluck Shinawatra di vietare ogni forma di commercio di avorio in Thailandia. Questo al fine di contenere l’uccisione illegale di elefanti africani.

Il ministro Shinawatra – ha commentato Massimiliano Rocco – può contribuire a porre fine a queste uccisioni e credo che anche i cittadini thailandesi darebbero il loro sostegno per una maggiore protezione di questi animali“.

Il bracconaggio agli elefanti ha raggiunto livelli record in Africa. I dati sul traffico di avorio raccolti nel rapporto ETIS 2012 (Elephant trade information system),  registrano in totale  18.000 eventi. Di fatto il traffico internazionale di avorio ha raggiunto nel 2011 il tasso più elevato mai registrato prima, con tre dei quattro più importanti sequestri di avorio registrati dal 2009, altro anno critico per i sequestri, 17 importanti sequestri di avorio (più del doppio rispetto al 2009),  e con più del doppio di avorio sequestrato negli otto anni precedenti, per un totale di circa 26,4 tonnellate.

Dopo un periodo di stabilità dal 2008 si è registato un incremento nei casi di sequestri scoperti ed oggi più che mai il mercato illegale sembra avere avuto un incremento esponenziale che deve essere fermato a tutti i costi – continua Rocco del WWF Italia – La Thailandia rappresenta il più grande mercato di avorio non regolamentato al mondo, divenendo capofila nel bracconaggio e nel commercio illegale. Molti turisti stranieri proverebbero orrore se sapessero che i numerosi ninnoli d’avorio in mostra accanto ai tessuti di seta nei negozi thailandesi possono provenire da elefanti massacrati in Africa. È illegale portare a casa avorio che non dovrebbe più essere venduto in Thailandia“.

Nel mese di marzo, i rappresentanti di 176 governi si riuniranno per la CITES a Bangkok per discutere le problematiche globali legate al commercio di specie selvatiche, tra cui il bracconaggio dilagante degli elefanti in Africa. Il WWF chiede al ministro Shinawatra di cogliere quest’occasione per annunciare al Paese il divieto sul commercio di avorio in Thailandia.

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