GEAPRESS – Vendeva statuine di avorio tramite annunci riservati che comparivano, però, in un noto sito web. Da una tranquilla cittadina della Malesia, un venditore illegale di zanne di elefante lavorate, esercitava così la sua attività da un paese notoriamente al centro del traffico mondiale di avorio. Grosse partite di zanne provenienti dall’ Africa ed in minor misura dall’India, lavorate per gli acquirenti di mezzo mondo.

Sul trafficante di Bukit Jelutong (questo il nome della cittadina) verrà ora applicata la nuova legge contro il traffico di animali esotici o loro parti, entrata in vigore lo scorso dicembre. Questa ha inasprito le pene elevando le multe da poco meno di 1000 dollari a ben 32.500, mentre la condanna detentiva è stata innalzata da uno a tre anni.

Secondo l’Ufficio Traffic del WWF nel sud est asiatico i sequestri di avorio si conteggiano ormai in migliaia di tonnellate. Dalla Malesia erano ad esempio passate le oltre cinque tonnellate e mezzo di avorio sequestrati in una sola operazione, nel 2009, in Vietnam. Nel 2010 analogo tragitto fu compiuto da un’altra tonnellata e mezzo di zanne di elefante. Nello scorso agosto, invece, due tonnellate di zanne e ben cinque corni di rinoceronte furono sequestrati all’aeroporto di Nairobi, in Kenya. Erano dirette proprio in Malesia (vedi articolo GeaPress).

A sua volta nello scorso settembre (vedi articolo GeaPress) tre cittadini cinesi furono arrestati nella Repubblica Democratica del Congo con le valige piene di pezzi di avorio. Erano diretti in Kenia. La Cina, purtroppo, è stata autorizzata all’importazione di partite legali di avorio. Sono proprio le certificazioni rilasciate per queste ultime a fornire la copertura utile al riciclaggio delle zanne invece contrabbandate. Basta provvedersi di certificati falsi o falsificati ed il gioco è fatto. Un approfondimento su questi argomenti è disponibile nell’inchiesta di GeaPress pubblicata lo scorso dicembre (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).