tartaruga azzannatrice
GEAPRESS – Un intervento particolare quello della Polizia Zoofila del Nucleo Operativo Antibracconaggio E.N.D.A.S. di Aversa (CE), coordinate e dirette dal Responsabile Tecnico del Gruppo Saverio Mazzarella.

Una grossa Tartaruga azzannatrice (Chelidra serpentina) nota per la potenziale pericolosità del suo morso. Un animale, spiega Saverio Mazzarella che vive in natura negli acquitrini e nelle paludi americane.

L’animale è stato sottoposto a sequestro penale dalle Guardie E.N.D.A.S. che hanno provveduto ad inviare il fascicolo relativo alle Autorità competenti. Sul caso è stata infatti presentata una denuncia contro ignoti per abbandono di fauna pericolosa per la pubblica incolumità e maltrattamento di animali. Su disposizione dell’ Autorità Giudiziaria il Comando delle Guardie E.N.D.A.S. per il tramite di personale del Corpo Forestale dello Stato, ha provveduto al recupero e al successivo trasferimento dell’animale in un luogo autorizzato alla detenzione, così come previsto dal Ministero dell’ Ambiente.
Se abbandonati in natura in luoghi lontani dal paese d’origine, affermano le Guardie Zoofile, queste tartarughe distruggono il nuovo habitat, colonizzandolo e devastando in aggiunta ai continui attacchi da parte dell’ uomo.

La Chelidra, spiegano le Guardie ENDAS, possiede una mandibola temibile; da qui il nome di Tartaruga azzannatrice. L’ esemplare recuperato era così grosso e potente da potere arrecare seri danni con un solo morso. Il suo valore biologico, però, è inestimabile. Un animale, purtroppo, divenuto oggetto di traffici illegali in tutto il mondo, spesso usato dai clan della camorra per intimidire i rivali o soltanto per spavalderia.

La Chelidra nel suo habitat naturale si comporta come un predatore deciso. L’ Azzannatrice, inoltre, possiede unghie adatte ad infilzare e strappare le carni della preda riducendola a brandelli. Ottima nuotatrice riesce a mimetizzarsi con successo apparendo improvvisamente alla preda.

Dunque, riferiscono le Guardie ENDAS, Un bellissimo animale perfettamente adattato al suo ambiente naturale.

La Chelidra serpentina è considerata nell’ elenco stilato dal Ministero dell’Ambiente fin dal 1996 e relativo alle specie considerate “pericolose” e per questo non detenibili.

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