GEAPRESS – I protezionisti di Canberra ne sono convinti. Quelle trovate a Mugga Lane, non molti chilometri a sud della capitale australiana, sono le fosse comuni dove sono stati seppelliti i 2000 canguri uccisi l’anno scorso. Canguri in alcuni casi, divenuti addirittura urbani. Vere e proprie star immortalate nei documentari della televisione ABC, Kangaroo Mob. Le autorità di Canberra, ovvero le autorità del territorio della capitale australiana (ATC), hanno peraltro annunciato proprio ieri, che sono pronte ad autorizzare l’uccisione di altri 2000 canguri una volta valutato lo stato dei pascoli nei Parchi della zona.

Triste fine per l’animale simbolo dell’Australia, costretto a far posto ai bovini importati dall’uomo. Un colpo di fucile, sparato di notte, distruggerà non solo la vita del canguro, ma anche i complessi rapporti sociali che tengono uniti i branchi.

Per Nikki Sutterby, Presidente della Società Australiana di protezione dei canguri, il governo di Canberra non è riuscito a fornire un solo dato che giustifichi l’uccisione, motivata con la difesa dell’ambiente e delle specie minacciate in estinzione. Anzi ha recentemente rifiutato la richiesta degli atti relativi alle ultime uccisioni. Questo dopo ben quattro mesi dalle richiesta e violando, secondo i protezionisti, le leggi federali dell’Australia. Secondo la Società per la protezione dei canguri, con la prossima mattanza, potrebbero essere uccisi gli stessi animali protagonisti del documentario della ABC, beniamini di milioni di australiani.

Ogni anno, in Australia, vengono uccisi centinaia di migliaia di canguri. Secondo il Ministro australiano per la sostenibilità e l’ambiente, Tony Burke, alimentano posti di lavoro (vedi articolo GeaPress). La carne di canguro è largamente esportata per l’alimentazione degli animali domestici e non solo. Molti problemi sono sorti a seguito della chiusura dei mercati russi, avvenuta tre anni addietro. Le misure sanitarie non garantivano, a quanto pare, la sicurezza alimentare. Per questo il governo australiano, accusano sempre i protezionisti, sta attivamente lavorando con l’industria di settore cercando di risolvere le obiezioni sollevate a livello internazionale. Contemporaneamente, si stanno cercando nuovi sbocchi ai mercati, promuovendo accordi con il governo cinese.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati