GEAPRESS – Il Ministro dell’Ambiente dello Stato australiano del Queensland ha disposto una immediata investigazione e si è detto indignato dopo aver visto il documentario diffuso ieri sera dalla ABC (Australian Broadcasting Corporation). C’è però chi si chiede cosa abbia da investigare, visto che le popolazioni locali aborigene del Queensland possono cacciare e di conseguenza macellare tartarughe marine e dugonghi.

E’ una caccia di tradizione riconosciuta, l’unica cosa che non si potrebbe fare è la vendita della carne.

Ed invece ieri la ABC ha mostrato senza veli la caccia di tradizione australiana, consentita dalle leggi del Queensland (vedi VIDEO – ATTENZIONE, IMMAGINI MOLTO FORTI). Tartarughe lasciate per numerose ore in acqua appese da una corda e macellate vive. Appena il tempo di stordirle … con un pezzo di cemento lanciato con forza in testa. Gli spruzzi di sangue dal moncherino dell’arto amputato, i coltellacci del macellaio, l’animale che di dimena e spalanca la bocca per il dolore atroce. Poi i dugonghi. Il pacifico mammifero marino che viene finito per annegamento trascinandolo in mare con una barca a motore.

Un argomento imbarazzante, perché di mezzo c’è il rispetto delle tradizioni e poi, una minoranza, quale quella aborigena locale. Un popolo, nel suo complesso, notoriamente molto discriminato dall’arrivo degli occidentali.

L’ABC ha filmato tutto, ivi compreso l’arrivo dei pacchi in aeroporto. Dentro, pezzi di tartaruga e i dugonghi. C’è anche, a tranci, la tartaruga macellata e ripresa dalla ABC disposta sottosopra nella spiaggia del Queensland. Nel suo corpo aveva 150 uova. Del resto si avvicinava alla spiaggia per nidificare. Eppure le giustificazioni addotte sono già state sentite da altre parti. C’è chi richiama la crisi economica, altri se la prendono con problemi più grandi, come l’effetto serra. Chi non è stato mai d’accordo, senza rischio di essere tacciato di razzista, sono gli animalisti australiani che, senza se e senza ma chiedono che venga immediatamente soppressa la caccia di tradizione. Ieri sera, però, il Ministro dell’Ambiente del Queensland si è indignato e vuole investigare. Speriamo che non decida di vietare le riprese video.

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