GEAPRESS – Nuovo sequestro di testuggini protette. Domenica scorsa la Guardia di Finanza è intervenuta nel porto di Palermo (vedi articolo GeaPress) sequestrando ad un cittadino tunisino in arrivo nel capoluogo siciliano tre testuggini protette.

Martedì 10 agosto, invece, i finanzieri hanno sequestrato ad un cittadino di origine albanese, ma residente a Monza, altre tre tartarughe. La specie è sempre la stessa, ovvero la Testudo hermanii, molto apprezzata dai terraristi italiani che alimentano in tal maniera un fiorente mercato nero.

Proprio all’inizio dell’estate la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha reso noto i primi risultati di un’ ampia indagine che ha visto protagonista in terra di Gallura, una banda di palermitani specializzata nella cattura e distribuzione in tutta Italia dei piccoli rettili. Catturati, avvolti con il nastro adesivo e spediti ad un venditore campano che provvedeva a venderle in parecchie regioni italiane. I terraristi oggetto di perquisizioni domiciliari, hanno così avuto sequestrato oltre 100 tartarughe.

L’Operazione, condotta dall’Ufficio della Dogane di Tempio e dal Corpo Forestale della Regione Sardegna (vedi articolo GeaPress) in collaborazione con quello dello Stato ha permesso così di individuare un traffico vastissimo che travalicava finanche i confini continentali. Per un prezzo variabile tra le cinque e le ottomila euro, infatti, le tartarughe arrivavano fino in Giappone, probabilmente per essere bollite per il famoso brodo.

La banda di palermitani, a quanto sembra, è la stessa che si sarebbe resa responsabile di un ampio traffico di tartarughe, in combutta con la malavita tunisina, campana e di reggio calabria, che portò tempo addietro al sequestro di numerose centinaia di tartarughe nel porto di Palermo. Verso la Tunisia, invece, venivano inviati grossi SUV rubati. Probabilmente l’intervento di polizia fece trasferire i malviventi in Gallura.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).